Moria delle api: è scontro tra biotecnologia e agricoltura biologica

Dopo la seconda guerra mondiale Monsanto, Bayer, Dow e DuPont, orientarono la loro filosofia strategica sulla gestione del mercato globale dei pesticidi, delle piante e dei semi geneticamente modificati,

L’effetto diretto si ebbe sulle api che bottinando le piante OGM morirono per avvelenamento.

Per arginare le pesanti critiche sollevate dagli apicoltori, avvalorate da autorevoli studi di settore, negli ultimi anni queste multinazionali hanno acquistato società di ricerca sulle api come la Beeologics, con alle spalle importanti scoperte sul fenomeno dello spopolamento degli alveari ascrivibile proprio ai pesticidi Monsanto.

Persino John Leere, capo biochimico della Monsanto, cui l’EPA (*)ha concesso 3 milioni di dollari per sviluppare strategie alternative per “sopravvivere” alla sindrome del crollo delle colonie di api, ha asserito: “I più recenti studi hanno trovato un legame tra i pesticidi neonicotinoidi, largamente usati nelle colture di mais geneticamente modificate. L’ingegneria genetica agricola è un elemento essenziale nell’agricoltura moderna, abbiamo dovuto sviluppare i mezzi per promuovere sia la continuità dell’ingegneria genetica agricola, sia la sopravvivenza delle api, la cui estinzione è un fenomeno che si è accentuato negli ultimi anni, una situazione suscettibile di influire considerevolmente sull’approvvigionamento alimentare nel mondoInizialmente abbiamo cercato di modificare le api per rafforzare il loro sistema immunitario nei confronti dei pesticidi, ma non abbiamo avuto successo. In seguito abbiamo fatto dei test su api regine vergini e maschi di una determinata specie di formiche. La manipolazione ha prodotto una specie di formiche volanti, molto simili alle api e al 50% più resistenti ai pesticidi. Grazie alla manipolazione genetica, potremo eventualmente creare una specie ibrida che avrà sia le caratteristiche di impollinazione specifiche delle api, sia la capacità di resistenza ai pesticidi di certi tipi di formiche. Un’unione ideale, che in natura avrebbe impiegato migliaia di anni per formarsi”.

Anziché frenare la diffusione dei pesticidi per salvare le api, addirittura la Robotica Harvard ha sviluppato costosissimi sciami di veicoli Micro Air, costruite in titanio e plastica per impollinare le colture OGM.

E’ noto che tutta questa perversa bio-tecnologia sostiene lo strapotere delle multinazionali del cibo con l’aggravante che nel mondo della finanza il volume di scambi di titoli derivati legati ai beni alimentari ha generato speculazioni finanziarie sul grano, sul mais e sul riso, provocando improvvise impennate dei prezzi di questi beni, con gravi conseguenze nei Paesi più poveri.

Mentre in tutto il mondo contadini onesti si dedicano all’agricoltura biologica e sostenibile, diffondono le coltivazioni locali contro l’omologazione dell’agricoltura biotech, resistendo alle pressioni delle multinazionali promotrici della monocoltura e della diffusione dell’impiego di pesticidi e piante Ogm.

I gruppi di coltivatori e le associazioni che difendono la biodiversità sanno che la soluzione al problema della fame e della carestia risiede proprio nell’agricoltura locale e familiare, così come politiche lungimiranti che favoriscano l’acquisto di prodotti locali.

Così associazioni di agricoltori biologici in tutto il mondo iniziano a fare sistema anche grazie ai social media. Nel Regno Unito, in Africa, in Australia in Italia si uniscono per proteggersi dalle contaminazioni dei brevetti ogm e dalle multinazionali che continuano a far loro causa in caso di contaminazione accidentale con geni brevettati delle proprie coltivazioni.

Conapi (consorzio italiano che riunisce circa 600 apicoltori e agricoltori biologici) è impegnata sul divieto di impiego di pesticidi killer in agricoltura e, al contempo, valorizza la missione dell’apicoltore nella qualità di esperto in grado di contribuire alla difesa delle api e detentore dei saperi di un antico mestiere che permette la realizzazione di prodotti dell’alveare di qualità, bio e Made in Italy.

(*) United States Environmental Protection Agency (in acronimo EPA o USEPA), Agenzia per la protezione dell’ambiente

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: www.ilfattoalimentare.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...