Il nettare degli dei: alla scoperta dei mieli e delle loro proprietà

Gli utilizzi medicinali del miele si perdono nella notte dei tempi. E’ stato considerato da tutte le antiche civiltà disinfettante, disintossicante, afrodisiaco, vermifugo, antitossico, stomachico e cicatrizzante e per ogni specifica patologia era indicato un differente tipo di miele: di timo, di leguminose, di frutti, ecc.

Il miele di melata è prodotto dalle api in seguito alla trasformazione della melata emessa da psille, aleurodidi, cocciniglie (eccetto i diaspini), afidi (eccetto gli adelgidi e le fillossere) e cicaline.

Il miele di fiori è creato dalle api per digestione del nettare: bottinano il nettare dei fiori, lo rigurgitano, le api operaie lo digeriscono scindendo enzimaticamente (invertasi) gli zuccheri complessi in glucosio e fruttosio e lo depositano in strati sottili sulla parete delle celle, le api ventilatrici provocano nell’alveare una corrente d’aria che fa evaporare l’acqua e previene la fermentazione; nel giro di 36 giorni si ha la maturazione del miele che viene opercolato nelle cellette dei favi contenuti nei melari.

Troppo spesso il miele sottratto dagli alveari viene sostituito con sciroppo di zucchero più o meno raffinato, inadatto alla loro dieta naturale, che le rende più vulnerabili a vari patogeni e riduce il ciclo vitale.

L’estrazione del miele dall’arnia, previa allontanamento delle api con un particolare soffiatore, avviene nello smielatore che, grazie alla forza centrifuga, fa fuoriuscire il miele, poi velocemente riposto in contenitori scuri a chiusura ermetica perché il miele è igroscopico e assorbe umidità e odori oltre a essere rapidamente degradato dalla luce diretta e dalle temperature superiori a 20°C.

La composizione dei nettari può essere molto diversa secondo le piante mellifere che li producono, ma tutti i vari tipi di miele biologici non pastorizzati o alterati e diluiti) contengono il 70%-80% di glucosio e fruttosio, tutte le vitamine del gruppo B, vitamina C, A, E, K, derivatidell’acido caffeico, l’antitumorale methylglyoxal, enzimi, proteine, fosfati, acido formico dalle proprietà battericide, un antibiotico lagermicidina che consente la lunga conservazione e conferisce proprietà disinfettanti potenziate dall’elevata concentrazione zuccherina, dal pH acido e dall’enzima glucosidasi (inattivo nel miele puro, si attiva in soluzione acquosa, trasformando il glucosio in acido gluconico e acqua ossigenata). Il processo di glicossidazione è efficace nel complessare ed espellere dall’organismo sostanze tossiche come metalli pesanti, alcaloidi e sostanze alcooliche.

I ricercatori dell’Università Salve Regina a Newport hanno dimostrato che il miele grezzo è uno dei migliori antibiotici naturali. Susan M. Meschwitz, Ph.D., ha presentato i risultati alla 247a Assemblea nazionale della American Chemical Society affermando che “La proprietà unica di miele risiede nella sua capacità di combattere le infezioni su più livelli, rendendo più difficile ai batteri di sviluppare resistenza “.

Gli olii volatili conferiscono poi peculiari caratteristiche organolettiche e medicinali legate alla pianta da cui è bottinato il nettare. Così il miele di acacia (Robinia pseudoacacia ) si presenta chiaro, liquido, dal sapore delicato e con proprietà disintossicanti, rispetto al miele di castagno(Castanea sativa) scuro, dall’aroma deciso, sapore intenso un po’ amarognolo e proprietà antianemiche e mucolitiche.

L’antico miele di rosmarino (Rosmarinus officinalis) è rivitalizzante e disintossicante.

Il miele di eucalipto (Eucalyptus) è balsamico, molto efficace per le affezioni delle vie respiratorie.

Il miele di agrumi, soprattutto quello di zagara, è antispasmodico e sedativo.

Il miele di ciliegio (Prunus avium) e di marasca (Prunus mahaleb) dal sapore intenso e dal profumo delicato è diuretico e antianemico.

Il nettare di corbezzolo (Arbutus unedo), per la presenza del glucoside arbutina, conferisce al miele sapore amarognolo e proprietà antisettiche (cura il mal di gola e la bronchite), diuretiche e antiasmatiche.

Il miele di Manuka (Leptospermum scoparium) contiene percentuali di methylglyoxal molto elevati rispetto agli altri tipi di miele, in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali e ripristinare il naturale rinnovamento cellulare. Cura congiuntiviti e otiti. L’azione antibiotica è particolarmente rilevante a nei confronti dei batteri E.coli e Staphylococcus aureus, resistenti ai più comuni antibiotici.

I mieli di leguminose più comuni sono: di sulla (Hedysarum coronarium) diuretico e antiacne, di trifoglio (Trifolium spp.), di meliloto(Melilotus officinalis), di erba medica (Medicago sativa) tonificante.

Il raro e pregiato miele di tarassaco (Taraxacum officinale) giallo, dall’odore penetrante, quasi ammoniacale, fortemente depurativo, svolge una pregevole attività benefica sui reni.

Altri mieli caratteristici sono:

Miele di girasole (Helianthus annuus) antinevralgico, febbrifugo.

Miele di Quercia (Quercus suber, Q. ilex) marrone scuro, leggermente amaro: antianemico.

Miele di lavanda (Lavandula) con note aromatiche e floreali: analgesico e antispasmodico.

Miele di Rododendro dal sapore molto delicato: antiartritico, ricostituente e calmante.

Miele di colza (Brassica napus)

Miele di carrubo (Ceratonia siliqua)

Miele di cardo (Carduus) stimola e disintossica il fegato, vasocostrittore.

Miele di ailanto (Ailanthus altissima) influenza le caratteristiche di molti mieli millefiori estivi, e può anche alterare quelle di mieli come quello di tiglio (fiorisce contemporaneamente all’alianto) e quello di acacia (fiorisce subito dopo).

Miele di asfodelo (Asphodelus), calmante, antispasmodico, espettorante.

 Miele di cardo (Carduus), Digestivo, stimola e disintossica il fegato, cardiostimolatore, vasocostrittore.

 Miele di carrubo (Ceratonia siliqua) squisito e raro, è un miele invernale.

Il pregiato miele di tarassaco (Taraxacum officinale) giallo, dall’odore penetrante, quasi ammoniacale, fortemente depurativo e svolge una pregevole attività benefica sui reni.

Miele di tiglio (Tilia spp.), rilassante

Miele di timo dei monti Iblei o timo capocchiuto (Thymus capitatus) dall’aroma speziato: contiene timolo, potente antisettico ed eccellente vermifugo.

CONTROINDICAZIONI

Da evitare nell’alimentazione dei lattanti fino a sei mesi per evitare anche minime contaminazioni botuliniche. Le persone obese dovrebbero limitarne l’uso per via dell’elevato apporto calorico (oltre 300Kcal\100gr) così come i diabetici, per l’elevato tenore zuccherino. Sconsigliato a chi è asmatico o allergico al polline.

LEGISLAZIONE

L’art.1 del D. lgs. 179/2004 definisce il miele come “la sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.

Secondo l’art.4 “è vietato aggiungere al miele, immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano, qualsiasi ingrediente alimentare, ivi compresi gli additivi, ed effettuare qualsiasi altra aggiunta se non di miele. Nei limiti del possibile il miele immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano deve essere privo di sostanze organiche e inorganiche estranee alla sua composizione”.

La identificazione del miele adulterato con dolcificanti si rileva al microscopio, con la risonanza magnetica nucleare o con gli spettroscopi a infrarossi.

L’analisi melissopalinologica rappresenta l’unica soluzione oggettiva che consente di avere dati certi relativi all’origine botanica e geografica di un miele: si basa sullo studio dei granuli pollinici che rimangono in sospensione nel miele e derivano dai fiori che l’ape ha visitato alla ricerca del nettare.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: http://www.foodweb.it/wp-content/uploads/2016/02/miele.jpg

 

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