Pistacchi: il consumo frequente migliora il metabolismo del glucosio e il diabete

Pistacia vera, coltivato con successo in Sicilia dove segnaliamo i rinomati pistacchi D.O.P. di Bronte e Adrano alle pendici dell’Etna, sono un afrodisiaco naturale; ricchi di grassi monoinsaturi (23%), grassi polinsaturi (14% ) grassi saturi (5%) proteine (12%), carboidrati (5%), vitamine A, E, C, B3, B1, B2, potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, forniscono 680 Kcal\100 gr; ma si sottolinea che i grassi, ad eccezione dei grassi vegetali idrogenati, sono salutari se consumati crudi e generano la metà della massa magra del corpo, sono essenziali per una attività ghiandolare normale, nutrono le cellule della pelle, sono necessari per mantenere sane le mucose, il sistema riproduttivo e le cellule nervose; inoltre, in sinergia con la vitamina D, rendono il calcio disponibile per i tessuti.

Le diete che escludono i grassi provocano carenze che si traducono in calo energetico, difficoltà di concentrazione, depressione, aumento di peso e mancanza di minerali. E’ di primaria importanza integrare la dieta con un apporto equilibrato di tutti i tipi grassi perché per esempio un eccesso di omega-6 (presente negli oli di semi, nelle noci, nei semi di lino e sesamo), crea uno scompenso che può interferire con la produzione di prostaglandine e predisporre a pressione alta, coaguli nel sangue, infiammazione intestinale, sistema immunitario inefficiente, cancro e obesità (gli oli industriali eccedono di grassi omega-6 e contengono minime percentuali di acido linolenico insaturo omega-3 presente nell’olio di lino e nelle verdure).

Il metabolismo di grassi saturi e insaturi attiva gli stessi enzimi.

Una ricerca presentata nel corso del convegno all’EuropeanCongress on Obesity che si è tenuto a Sofia, in Bulgaria, sostenuta da American Pistachio Growers, associazione dei coltivatori di pistacchio americani, raccomanda il consumo di pistacchi per prevenire le patologie cardiocircolatorie, in quanto aiutano a ridurre la pressione arteriosa e a tenere sotto controllo il colesterolo, contrastano alcuni disturbi sessuali e proteggono contro il diabete di tipo 2.

Altri marker di rischio metabolico come fibrinogeno, GLP – 1, LDL ossidato e fattore piastrinico hanno mostrato tutti una riduzione statisticamente significativa dopo la dieta con pistacchio rispetto alla dieta controllo. Gli autori (Dott.ssa Mònica Bulló , Human Nutrition Unit, Faculty of Medicine and Health Sciences, Pere Virgili Institute for Investigating Health, Rovira i Virgili University, Reus, Spain, e dai suoi colleghi) erano concordi che: “Il consumo regolare di pistacchi potrebbe diminuire la resistenza all’insulina suggerendo un potenziale ruolo protettivo del pistacchio contro lo sviluppo del diabete di tipo 2 .”

Le proprietà e le informazioni erboristiche delle piante sono riportate a solo titolo indicativo, e non costituiscono nessun tipo di consulto o prescrizione medica.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

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