Infuso di Malva: agisce come un balsamo per le irritazioni tipiche dell’inverno

La Malva sylvestris, malvacea spontanea delle zone temperate subtropicali incolte e nei prati della zona mediterranea, può anche essere coltivata come pianta officinale in terreni ricchi di sostanza organica (4 q di letame/100 mq di  superficie), ben drenati, porosi  e ben esposti al sole.

CARATTERI BOTANICI E TECNICA COLTURALE

Il fusto eretto o strisciante dai venti e gli 80 cm, è spesso ricoperto da un sottile strato di lanugine.

La radice bianca a fittone è affusolata e carnosa; va raccolta in autunno e fatta essiccare al sole, divisa a metà.

Le foglie palminervie suddivise in 5-7 lobi con margine seghettato irregolarmente, presentano una superficie tomentosa; si raccolgono da giugno a settembre eliminando le foglie gialle o attaccate da ruggine.

I fiori lilla riuniti in 2-6 all’ascella delle foglie superiori, hanno cinque petali di forma sub triangolare e sbocciano dalla primavera all’autunno.

I germogli vanno raccolti quando la pianta ha raggiunto 30 cm di altezza e gli steli non sono ancora lignificati. Fiori e foglie devono essere essiccati all’ombra in zona ventilata e conservati in sacchi di juta in luoghi asciutti al riparo da odori, oppure in barattoli di vetro scuro chiusi ermeticamente.

La resa in fiori si aggira sui 7 kg/100 mq mentre cimette e foglie daranno 40-60 kg/100 mq di droga secca in 2-3 raccolte annue.

Il frutto è costituito da 10 acheni color ocra, reniformi, rugosi, contenenti un seme.

La propagazione si compie per semina a fine aprile utilizzando 50-60 g di semi per 100 mq di superficie su file distanti 60cm.  In dieci giorni spunteranno i germogli che copriranno velocemente il suolo.

Se, per ragioni climatiche, si preferisce la tecnica del trapianto, in maggio si disporranno 7 piante per mq, a file distanti 70 cm e 30 cm sulla fila.

Per quanto rustica, si avvantaggia di apporti idrici settimanali.

Avrà durata annuale nelle zone con inverni gelidi, mentre vivrà più di due anni nei climi miti.

Nella rotazione agraria la malva non deve seguire un’altra malvacea.

Sia la Malva sylvestris che la Malva crispa (utilizzata nell’industria tessile per fabbricare tessuti e cordami) vengono importate prevalentemente dall’Europa Orientale e dai Balcani perché il prodotto interno è insufficiente a soddisfare la richiesta.

PROPRIETA’

Fiori e foglie sono ricchi di pectine, antociani, tannini, acido caffeico,  vitamine (A, B1, B2, C, E), potassio, ossalato di calcio e, soprattutto,mucillagini, dalle proprietà emollienti, oftalmiche, lassative, bechiche, efficaci per calmare spasmi gastrointestinali.

L’infuso di 100 g di malva essiccata in 1 litro di acqua bollente per 15 minuti, rinforza le gengive fragili e disinfiamma gola, intestino, reni.

Il cataplasma caldo, applicato direttamente sulle parti dolenti, lenisce dolori artritici, foruncoli, irritazioni vaginali

L’impacco, molto efficace per idratare e lenire  infiammazioni e couperose, rende la pelle liscia ed elastica.

Germogli, fiori freschi e foglioline aggiunti a minestre e zuppe o saltate in padella con una noce di burro o un cucchiaio di olio evo, sono ottime e salutari.

Le informazioni fornite non sono pareri medici

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: http://www.ortosemplice.it/wp-content/uploads/2014/10/malva-sylvestris.jpg

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