Pomodoro: il nettare rosso che si assaggia in tutte le salse

Buono e sano. Ci vuole passione per gli agricoltori che con cura coltivano con rispetto della terra pomodori di qualità sia sul fronte nutrizionale sia su quello del gusto da servire a tavola.

Vogliamo parlarvi non solo delle proprietà ma anche del metodo di coltivazione biologico e delle migliori consociazioni con l’orto sinergico.

Di pomodoro non ne esiste una sola varietà.

Il pomodoro (Solanum lycopersicum), di cui si coltivano numerose varietà (“Ramato”, “San Marzano”, “Perino”, “Cuore di bue”, “Ciliegino”, “Sardo”, “Costoluto”, ecc.), raggiunge durante l’estate la piena maturazione dei frutti.

PROPRIETA’

E’ un frutto ricco di acidi organici, potassio e ferro, beta carotene, vitamine A e C, ma soprattutto di licopene un pigmento rosso brillante presente specialmente nella buccia, antiossidanteantiangiogenico, che protegge efficacemente la pelle dall’invecchiamento precoce. 

La percentuale di licopene varia con le cv. e aumenta con la maturazione. Inoltre cotto insieme all’olio evo è più biodisponibile e maggiormente concentrato che non nel frutto crudo.

Numerose sperimentazioni hanno accertato che una dieta ricca di licopene (sette pomidoro al dì apportano 20 milligrammi di licopene) riduce il rischio di malattie coronariche, ma soprattutto previene numerosi tipi di tumore (al polmone, alla vescica, alla prostata, alla pelle e allo stomaco) e disintossica dai metalli tossici che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e tendono a bioaccumularsi nel cervello, nelle ossa, nei tessuti connettivi, nel fegato, nei reni.

Il guru dell’alimentazione, David Zinczenko, lo raccomanda tra gli 8 cibi definiti “elisir di lunga vita”.

Le potenzialità cosmetiche anche “fai da te” sono largamente sfruttate per gli effetti purificanti, astringenti e per combattere i brufoli.

COME SI COLTIVA CON METODO BIOLOGICO?

Il pomodoro svolge gran parte del  ciclo biologico in un periodo di basse temperature. Al Sud la semina viene effettuata direttamente in campo a novembre, oppure in semenzaio a dicembre e trapianto a febbraio.

La germinazione dei semi di pomodoro avviene tra 20° e 26° C, in assenza di luce e in un substrato umido e tiepido, tale da indurre i semi ad assumere velocemente il 35% di acqua per iniziare i processi idrolitici delle sostanze di riserva. Dopo la fuoriuscita dei cotiledoni dal terreno, le plantule si fortificano e in seguito fruttificano precocemente e più  abbondantemente, se esposte a basse temperature di 12° C sino alla comparsa delle foglie vere.  Poi le temperature devono essere progressivamente più elevate, con radiazione solare diretta.

Un secondo metodo che dà gli stessi risultati del trattamento a freddo, si ottiene con fotoperiodo breve ad alta intensità luminosa con 300 Watt\mq aggiuntivi.

Temperature notturne elevate pregiudicano sfavorevolmente l’allegagione e l’ingrossamento dei frutti.

Quando la temperatura notturna scende sotto i 13° C e l’intensità luminosa è scarsa con fotoperiodo inferiore a 8 ore, si arresta la maturazione del polline e i fiori non vengono fecondati. In questo caso, somministrando, in fase di antesi fiorale, fitoregolatori di allegazione come  le giberelline e le  auxine (acido beta-indolacetico),  si ottengono frutti partenocarpici di pezzatura ridotta e deformi. Pertanto l’uso di fitoregolatori è giustificabile nella coltura precoce del pomodoro da mensa solo per il periodo di scarsa luminosità e temperatura durante l’antesi del primo palco fiorale.

La formazione di infiorescenze dai fiori fertili avviene con temperature notturne di 12°-15° C.

L’impollinazione e la fecondazione sono favorite da temperature comprese tra 15°-17° C di notte e maggiori di 21° C di giorno.

L’escursione termica giorno-notte condiziona l’evoluzione vegetativa e riproduttiva del pomodoro, nel senso che basse temperature notturne (16° C)stimolano lo sviluppo radicale, mentre a 25° C si ha incremento della fotosintesi clorofilliana.

In estate le alte temperature, l’intensità luminosa e bassa umidità determinano rese modeste nel sud Italia.

Per quanto riguarda le esigenze pedologiche si può affermare che la produttività rimane invariata sia in terreni argillosi che sabbiosi e con pH tra 4,5 e 8,2, ma la ripetizione ininterrotta sulla stessa superficie causa “stanchezza del terreno” con ripercussioni negative sulla produttività e intensificazione delle proliferazioni patogene (Fusarium, Verticillum, ecc.). E’ opportuno adottare avvicendamenti colturali  lunghi, tra specie botaniche diverse.

Inoltre, a condizione che siano presenti buone percentuali di calcio e potassio, il pomodoro è in grado di resistere ad alte concentrazioni di cloruro di sodio, sia nelle acque irrigue (dose mortale 14 gr\litro),  che nel suolo (dose mortale 5 gr\kg terra).

E’ fondamentale scegliere già in vivaio piantine sane e ben sviluppate, ma per produrre numerose bacche di qualità è indispensabile che le temperature e l’insolazione siano costantemente elevate e che le irrigazioni, somministrate solo sul terreno, siano costantimai eccessivesoprattutto durante la fioritura e l’allegagione dei frutticini che diventerebbero crepati per la crescita in volume superiore a quella della buccia, sino al marciume del frutto nella zona apicale.

Per svilupparsi armoniosamente necessitano di suoli ben drenati, di medio impasto ricchi di calcio e di sostanza organica (evitare concimazioni azotate).

Basilare la rotazione con leguminose e alliacee per almeno tre anni per prevenire l’insorgenza di peronospora e ruggine oltre a fenomeni di carenza di calcio.

Qualora temperature miti insieme a elevata umidità creino le condizioni per le infestazioni crittogamiche (oidio, muffa grigia, ruggine e peronospora), si possono usare, quindici giorni prima della raccolta*, poltiglia bordolese, ossicloruro di rame, idrossido rameico.

COME PROTEGGERE LA PIANTA DAI PARASSITI?

Il rame, seppure consentito nel disciplinare di agricoltura biologica, è un elemento epatotossico che, se si bioaccumula, è molto pericoloso per la salute, quindi è meglio lavare bene i pomidoro prima del consumo.

Per contrastare gli acari ricorrere a leggere nebulizzazioni.

Infine, per ridurre gli attacchi di cimici e afidi, si consiglia di utilizzare macerati di aglio, ortica e assenzio, irrigare bene nei giorni più caldi e distruggere i residui di piante infestate; per arginare attacchi massivi ricorrere a trattamenti a base di piretro.

Le piante di pomodoro non vanno mai compostate.

IL SEGRETO DELL’AGRONOMO

Il pomodoro contiene tomatina, un alcaloide dalla bassa tossicità che si trova a maggiori concentrazioni nei pomodori verdi, nei fusti e nelle foglie della pianta, e si è rivelato un ottimo repellente contro afidi, vermi e tarme.

La solaninaun alcaloide di cui sono ricche tutte le solanacee (patate, pomodoro, melanzane, peperoni) difende dalle infestazioni di dorifora e di fusarium.

Un metodo efficace per contrastare la diffusione della gramigna consiste proprio nel coltivare pomodoro dove questa è presente perché le è tossico.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: POMODORO FOTO

 

 

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