Melograno: la dolcezza dei succosi chicchi color rubino

l frutto del melograno, dall’inconfondibile sapore, è una bacca rotonda o leggermente allungata con buccia coriacea e una caratteristica robusta corona residuo del calice fiorale.

Il melograno (Punica granatum) è un genere di pianta della famiglia delle Punicaceae, a portamento cespuglioso, alta fino a 2-4 m, con foglie caduche lanceolate verde lucente, fiori rossi solitari grandi o riuniti in mazzetti all’estremità dei rami.

Scopriamo le proprietà?

 

Il frutto è una ricca fonte flavonoidi, potenti antiossidanti che proteggono il cuore e le arterie, nonché di acido ellagico, contenuto anche nei lamponi, nelle fragole e nelle noci, che provoca morte delle cellule cancerose.

Ricercatori della University of California hanno presentato i risultati del loro studio all’American Society for Cell Biology di Philadelphia rendendo noto che il succo di melograno rallenta la progressione del cancro alla prostata, può aiutare a prevenire e ridurre lo sviluppo delle cellule del cancro ai polmoni e inibisce la proliferazione delle cellule cancerogene del seno.

Seppure talvolta possa provocare fenomeni di idiosincrasia, la corteccia delle radici prelevata in primavera o in autunno, e la scorza dei frutti raccolta in autunno, ricche di tannino, tagliate a pezzetti, fatte essiccare all’aria e ridotte in polvere, utilizzate in decotto, hanno proprietà tenifughe.

Le scorze dei frutti, molto aromatiche, vengono usate per dare il gusto amarognolo al Vermouth.

Come si conservano?

In dispensa per circa dieci giorni. E’ necessario prestare attenzione affinchè la melagrana non diventa grinzosa.

L’utilizzo in cucina

  • Frullato al melograno, yogurt e banana

Ricetta semplicissima. Per 2 persone basta unire nel bicchiere del frullatore 250 ml di succo di melograno, spremendo i frutti con uno spremiagrumi, 1 banana matura tagliata a fettine, 125 gr di yogurt bianco intero biologico e 1 cucchiaio di miele di acacia.

Frullate fino ad ottenere un composto omogeneo e guarnite ogni bicchiere con qualche chicco di melograno.

  •  Risotto al melograno

Bastano pochi minuti e seguire il classico procedimento del tradizionale risotto.

Basterà unire il succo di un melograno al riso appena tostato in olio e cipolla. Quando è evaporato il succo si unisce poi del brodo fino a che il riso non è cotto.

Aggiungere quindi dei chicchi interi di melograno e buon appetito!

Vuoi imparare alcoltivarlo con metodo biologico?

Le aree di origine comprendono l’Iran sino alla zona himalayana dell’India settentrionale e sono  diffusi da sempre nel bacino del mediterraneo.

Il melograno è una pianta che ama le esposizioni assolate, è arido-resistente e vive bene dove le temperature invernali sono tipiche del Mediterraneo anche se, dove il suolo è drenato e privo di ristagni, resiste sino a -10°C.: rispettando tali condizioni è straordinariamente resistente ad ogni tipo di malattia.

Al contrario in ambienti eccessivamente piovosi, soprattutto in estate, è soggetto a marciumi radicali.

Si adatta ad ogni tipo di terreno, ma per ottenere buone produzioni è necessario che il terreno sia di medio impasto e profondo.

Al Centro e al sud il periodo migliore per il trapianto a dimora delle piante con il pane di terra è compreso tra l’autunno e la fine dell’inverno, mentre nelle regioni più fredde è preferibile in primavera, avendo però l’accortezza di mantenere lo stesso punto di inserzione tra fusto e radici che aveva nel pane di terra.

Il periodo ideale per la potatura comprende i mesi di gennaio, febbraio e marzo.

La pianta ha una forte tendenza a produrre polloni radicali e costituire boschetti fitti.

Per ottenere però la forma ad alberello durante l’inverno vanno eliminati questi rami che crescono al piede della pianta, come pure i succhioni (rami che crescono sul tronco, al di sotto dell’impalcatura).

Per l’allevamento a cespuglio si sfoltisce e si effettua una leggera spuntatina a 15-20 cm da terra conservando solo le branche che formeranno i rami principali dei cespugli.

I fiori sbocciano nella zona terminale dei rami che, pertanto, non vanno  potati, altrimenti non si avrà  produzione di fiori e frutti.

I frutti maturano tra ottobre e novembre.

La propagazione per semina non assicura la trasmissione delle caratteristiche della pianta madre, per cui, si consiglia la moltiplicazione in primavera per talea semilegnosa o per margotta.

Pillole di economia e marketing

Il melograno entra nella lista della spesa degli italiani. Il suo consumo dal 2014 a oggi ha registrato un’impennata superiore al 25%.

Il frutto è richiestissimo anche in Europa e nel mondo grazie al boom del“superfood” e della medicina antiaging che ne decantano proprietà e benefici di eterna giovinezza.

Se ne coltivano 110mila ettari in Cina e in India, 80mila in Iran, 8mila in Turchia, 2mila in Israele, più di 4mila in Spagna e quasi 2mila in Tunisia. Per un totale di tre milioni di tonnellate di frutti. Che, per la maggior parte, viene trasformata in succo. 

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro e Dr.ssa Stefania Mangiapane

Foto:

melo

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. pikaciccio ha detto:

    ne abbiamo in giardino … copieremo le ricetta del risotto !!Grazie bell’articolo

    Mi piace

    1. Grazie a te 🙂 Siamo molto felici che ti sia stato utile!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...