Vivere green: gli studi scientifici scoprono l’elisir di eterna giovinezza

 

Vivere nel verde rende felici?

Gli studiosi  della “Exeter University”  non hanno dubbi.

Secondo un’analisi effettuata su 10.000 individui è stato confermato che chi abita in aree ricche di prati, boschi e spazi verdeggianti riesce a contenere molto meglio lo stress ed è più produttivo.

Ma non solo.

Uno studio britannico, pubblicato sulla rivista “Environmental Science and Technology” ha verificato come la gioia e il benessere di una vita trascorsa in un’area urbana che incoraggia l’accesso a parchi ed altre zone verdi durino più a lungo rispetto alle emozioni derivati da eventi positivi anche molto desiderati, come una promozione lavorativa, un aumento di stipendio o il matrimonio.

Del resto, da reperti archeologici di 2.000 anni fa ritrovati in Gran Bretagna è emerso che quando gli antichi romani strutturarono i centri urbani, aumentarono patologie come gotta, artriti e tubercolosi, mentre attualmente sono diffusissime obesità, malattie cardiovascolari, arteriosclerosi, e diversi tipi di tumore: malattie assenti nelle comunità tribali che vivono in perfetto equilibrio con la natura.

La stretta connessione tra uomo e ambiente è alla base della “Shinrin-yoku”, riscoperta negli ultimi mesi come rimedio “cool” per ritrovare se stessi, ha invece origini antichissime.

Il ministero dell’Agricoltura, delle foreste e della pesca giapponese già dal 1982 aveva istituito questa pratica, che  consiste nell’assaporare la tranquillità dei silenzi, gli odori, i suoni, i cinguettii delle foreste respirando in modo profondo per liberare dal senso di irrespirabilità che grava su chi vive in città e ridurre drasticamente la produzione di il cortisolo, l’ormone dello stress.

Secondo una ricerca giapponese che ha preso in esame 24 centri di Shinrin-yoku, le benefiche conseguenze derivate dalle passeggiate nel verde non si contano anche in termini di energia, serenità, memoria e incremento delle difese immunitarie, grazie anche ai fitoncidi, oli essenziali del legno degli alberi che li proteggono da insetti e crittogame apportando benefici agli esseri umani.

Stare a contatto con la natura è il modo migliore per fare amicizia.

Basta mettere in tasca il cellulare e (ri)cominciare ad essere curiosi.

Ecco la formula che contraddistingue molte iniziative che oltre a promuovere il “digital detox”, organizzano eventi per trascorrere insieme a persone che condividono una nuova filosofia di vita basata sul vero lusso. Il tempo.

Non vi resta che immergervi nei boschi o semplicemente tra le ville ricche di verde della vostra città.

Trascorrete due ore, spegnendo il cellulare e poi sarete voi a confermare o meno un ultimo studio di cui voglio parlarvi sui benefici della vegetazione boschiva sull’uomo.

David Yaden del “Positive Psychology Center” dell’Università della Pennsylvania dimostra come “in alcuni studi si è calcolata la differenza fra camminare nella natura e in un ambiente urbano. Si è analizzato l’umore delle persone, lo stato di depressione o meno. In un ambiente naturale le persone sono più rilassate e meno stressate. Quando gli individui si immergono nella natura e fanno delle belle passeggiate, il loro pensiero si libera e non rimuginano sempre sulle stesse cose, tutti aspetti che si collegano agli stati depressivi”.

Ben Page, un docente certificato di questa ‘terapia nelle foreste’ che ha fondato una scuola di Shinrin Yoku a Los Angeles, illustrando questa pratica sottolinea come la terapia della foresta’ potrà diventare molto popolare nel tempo. Per i suoi numerosissimi allievi questa pratica orientale è una vera e propria cura.

Sarà solo una moda, una pratica derivata da un’importante ramo della scienza medica o rispecchia una necessità sopita che affonda nella naturale tendenza dell’uomo a essere vigoroso e felice soltanto se immerso nella natura?

Fonti:

(Effect of phytoncide from trees on human natural killer cell function, in Int J Immunopathol Pharmacol, vol. 22, nº 4, 2009, p. 951) (Q. Li, A. Nakadai, H. Matsushima, Y. Miyazaki, A. M. Krensky, T. Kawada, et al., Phytoncides (wood essential oils) induce human natural killer cell activity, in Immunopharmacol Immunotoxicol, nº 28, 2006), (Q. Li, K. Morimoto, A. Nakadai, H. Inagaki, M. Katsumata, T. Shimizu, et al., Forest bathing enhances human natural killer activity and expression of anti-cancer proteins, in Int J Immunopathol Pharmacol, nº 20, 2007).”

Dr. Agr Brigida Spataro e Dr.ssa Stefania Mangiapane

Foto:

verde

 

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