Agrumi: attenti alla buccia “non edibile”

L’utilizzo del fungicida Imazalil sugli agrumi per conservarli più a lungo, al fine di
avvisare il consumatore del potenziale rischio, obbliga i produttori a indicare, in
etichetta sugli imballaggi, la “Buccia non edibile”, nonché indicazioni precise sugli
eventuali agenti conservanti o sostanze chimiche (ortofenile, difenile, ortofenilfenolo e tiabendazolo indicati anche con la lettera “E” seguita dal loro numero) utilizzate nei trattamenti effettuati sulla superficie esterna in quanto si depositano sulla buccia porosa e, in piccole quantità, penetrano all’interno della polpa.
La buccia viene anche utilizzata per la preparazione di gustose ricette gourmet,
bevande, dolci, torte, conserve e l’olio essenziale contenuto nella buccia di limone  trova impiego medicinale per le proprietà antisettiche e balsamiche (utile nelle infezioni delle vie respiratorie), battericide, antibiotiche e fungicida. Per questo motivo è corretto fornire ai consumatori informazioni adeguate.

limone 1
Oltre che sugli agrumi, viene utilizzato anche su banane, legumi, patate e altri tuberi.
La normativa UE 2019/1582 prevede l’obbligo di dichiararne la presenza perchè secondo l’Environmental Protection Agency (EPA), l’Imazalil è classificato come probabile cancerogeno, provoca gravi lesioni oculari sia se ingerito che se inalato (CLP classification 2013), colpisce primariamente fegato e sistema nervoso, resta a lungo nel suolo e nei frutti e risulta molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata (Classification Reg. 1272/2008).
I livelli massimi di residui di Imazalil sono:
 per le banane 0,01 mg/kg,
 per i limoni 4 mg/kg, per le arance e altri agrumi 5 mg/kg;
 per i cetrioli 0.5 mg/kg,
 per i lamponi e le more di rovo 2 mg/kg.

limone 3
Se in etichetta mancano riferimenti, il frutto non sarebbe stato trattato con additivi.
Gli agrumi non trattati come quelli bio o quelli autocertificati dal produttore o da
parti terze hanno un elemento che le contraddistingue: la presenza delle foglie; gli
agrumi venduti con le foglie non hanno subito trattamenti post raccolta.
Pertanto si consiglia di scegliere frutti da agricoltura biologica, considerato che antocianine e polifenoli presenti nella buccia degli agrumi, apprezzati per il contributo alla prevenzione di numerose patologie.
(https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/del-limone-e-la-scorza-la-parte-piu-benefica), sono stati anche oggetto di molti studi; infatti proprio la buccia e la parte sottostante (albedo) sono le parti più nutritive, più ricche di vitamina C della polpa , di flavonoidi e di sostanze antitumorali che nutrono il microbiota come la pectina, l’esperidina, il limonene che, se presente nella dieta, riduce la crescita tumorale
al seno (PL. Crowell, Prevention and therapy of cancer by dietary monoterpenes., in J Nutr, vol. 129, nº 3, Mar 1999, pp. 775S-778S, PMID 10082788) (^ Miller, Jessica A., et al, d-Limonene: a bioactive food component from citrus and evidence for a potential role in breast cancer prevention and treatment., in Oncology Reviews, vol. 5.1, 2011,
pp. 31-42).

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: Pixabay.com

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