Nespole, i dolci frutti dalle proprietà antivirali

La nespola è definita nella Medicina Ayurvedica “la regina delle erbe medicinali”, vanta proprietà diuretiche, analgesiche, antibatteriche, antivirali, espettoranti, antiemetiche.

Il decotto di foglie e germogli ha proprietà astringenti e, in fitoterapia, viene usato come collutorio, nel trattamento della tosse e degli stati febbrili.

In cosmesi l’estratto di foglie e frutti viene utilizzato nella preparazione di tonici rinvigorenti contro le lassità cutanee dovute al passare degli anni.

Contiene zuccheri, vitamine C, A, B1, B2, B3, calcio, potassio, magnesio, fosforo, ferro.

Tra i principi attivi abbondano flavonoidi, quercetina, acido ascorbico, beta carotene acido caffeico e la cyanidina, un pigmento organico naturale.

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Come in tutti i semi della frutta (ad eccezione degli agrumi), nei noccioli è presente la vitamina B17 (Amigdalina o Laetrile), scomposta dall’enzima Rodanese in ioni-Cianuro, Benzaldeide e Glucosio e impiegata in alcune terapie medico-oncologiche sotto stretto controllo medico (perché le quantità non eccedano le capacità del fegato e di altri organi di depurare il sangue dall’acido cianidrico).

Il ricercatore James South spiega tale biochimica essenziale in chi si alimenta con cibi nitrilosodici o assume la B 17 sotto forma farmaceutica, sia come Laetrile che come Amigdalina: “Queste due proprietà delle cellule tumorali (un eccesso di Beta-glucosidasi, che disgrega il Laetrile ed una deficienza di Rodanese, per la disintossicazione dell’acido cianidrico, sono chiamate in causa come spiegazione sia del perché il Laetrile uccida le cellule tumorali e del perché esso non risulti preferibilmente disgregato dalle cellule tumorali in ioni-Cianuro, Benzaldeide e zucchero. Le cellule tumorali saranno di conseguenza avvelenate, dato che le cellule tumorali sono carenti dell’enzima Rodanese, dotato di azione disintossicante dall’acido cianidrico. Se dell’acido cianidrico fuoriesce dalle cellule tumorali, le cellule adiacenti normali saranno in grado di disintossicarsi da esso attraverso il loro enzima Rodanese.”

Articolo: Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: Pixabay.com

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