Avena: 3 motivi per mangiarla a colazione

L’avena è un eccellente alimento antiage per la ricchezza delle vitamina E, A, B6, B2, B3, B5, B9 (acido folico), K e J, per l’azione degli avenatramidi, polifenoli con proprietà lenitive, calmanti e anti invecchiamento che proteggono vene e arterie e, infine, per la presenza di betaglucani, prebiotici che favoriscono la crescita di bifidobatteri e lattobacilli del microbiota, il cui metabolismo produce acidi grassi a catena corta in grado di prevenire l’infiammazione al colon.

Le proprietà antinfiammatorie non agiscono solo sugli organi interni, ma anche sulla pelle: l’avena, infatti, idrata, riequilibra il pH cutaneo, lenisce eritemi, eczemi e prurito. Può essere utilizzata proprio come un sapone naturale miscelandone un cucchiaio di farina e uno di olio di mandorle o di cocco con l’acqua.

L’effetto per chi integra la propria alimentazione con l’avena sarà una pelle più bella, luminosa e un organismo più vigoroso, snello.

Un effetto da non sottovalutare è, infatti, il basso indice glicemico e l’azione snellente dell’avenina, un alcaloide prezioso per la tiroide, favorisce la produzione di ormoni (serotonina e melatonina). Altri duealcaloidi, gramina e avenalumina prevengono insonnia e nervosismo

L’elevato apporto di fitoestrogeni, simili per struttura agli estrogeni prodotti dal corpo umano integrano la produzione ormonale che potrebbe risultare carente durante la menopausa.

L’avena ha il primato del cereale più ricco di proteine e di grassi “buoni” insaturi essenziali al processo metabolico.

Il germe d’avena è ricco di lecitina, dall’azione “pulente” per vene e arterie, mentre il latte di avena è una ottima fonte di acido linoleico, il “precursore” degli Omega 3 e 6.

I chicchi d’avena cotti a vapore e schiacciati si trasformano nei cosiddetti “fiocchi” che mantengono inalterate le proprietà nutrizionali del chicco, a differenza dei cornflakes. Nonostante contengano glutine, sono ben tollerati dal 99% dei celiaci.

Infine si ricorda che contrasta l’asma, grazie alle sue proprietà espettoranti e mucolitiche.

Si consideri che la granella è costituita per il 25-30% dalle glumelle che le rivestono e il valore nutritivo è alquanto basso a causa della notevole quantità di fibra che riveste la cariosside.



TECNICHE COLTURALI

L’avena presenta culmirobusti costituiti da un numero di nodi maggiore di altri cereali come pure un apparato radicale molto più esteso sia in superficie che in profondità. L’infiorescenza è un pannicolo con numerose ramificazioni portanti spighette con due o tre fiori.

Il peso di 1.000 semi si aggira sui 25-35 grammi.

L’avena molto più di ogni altro cereale cresce bene anche in terreni poco fertili o sub-acidi, molto sciolti o compatti (purché non manchi l’umidità), ma non tollera la salinità.

Si adatta bene ai climi freschi e umidi sia di pianura che di collina, perché essendo pianta vigorosa con folto apparato fogliare ha bisogno di una notevole quantità di umidità per portare a compimento il suo ciclo di sviluppo.

E’ molto sensibile al freddo e al gelo, per cui è preferibile seminare in primavera, mentre nelle zone con clima caldo-arido sarà preferibile seminare in autunno. Si distinguono varietà a semina autunnale e varietà a semina primaverile; queste ultime se, per errore, vengono seminate in autunno, periscono durante l’inverno, mentre le altre si possono seminare anche in primavera con buone rese.

Le migliori produzioni di avena si ottengono con semine autunnali anticipate, perché essendo l’avena più sensibile alle basse temperature invernali, ha bisogno di accestire bene per superare le forti gelate. Poi in primavera si sviluppa con forza e a metà maggio raggiunge un’altezza di circa 150 cm, fiorisce, a fine giugno è matura pronta per la trebbiatura.

Seminando in primavera si potrà trebbiare a metà luglio.

Dove si è effettuata la concimazione organica con letame maturo, l’avena va seminata il secondo anno per evitare l’allettamento con conseguente perdita sensibile di granella.

Una delle cause dell’allettamento è l’eccessiva quantità di semente impiegata per ettaro. Le moderne varietà selezionate di importazione estera devono essere seminate piuttosto rade perché hanno un accestimento molto superiore rispetto alle vecchie varietà; altrimenti svilupperebbero fusti esili, soggetti a coricarsi al primo alito di vento. 

Occorre evidenziare che fuori dall’Italia questa graminacea è stata oggetto di selezione per aumentarne le rese e migliorare la qualità; da noi, invece, la selezione dell’avena non è stata fatta, pertanto la differenza di produzione tra quella italiana e le nuove varietà estere risulta notevole: quella italiana, oltre a essere poco produttiva è colpita da patologie fungine, per cui sia la granella che la paglia risultano quasi sempre scadenti e persino pericolose per l’alimentazione. Invece le varietà straniere selezionate sono effettivamente immuni attacchi parassitari.

Una nuova varietà di avena nera selezionata in Germania, seminata a metà marzo, tre mesi dopo, intorno a metà giugno sarà quasi matura, con un’altezza di circa 1,5 m e così accestita che non si distinguerà più lo spazio tra le file, senza costosi interventi di diserbo, di ripetute concimazioni, di difesa da parassiti vegetali e animali. Alla trebbiatura darà un’abbondante resa in granella e un’enorme quantità di ottima paglia.
La produzione in granella è molto variabile: la resa media oscilla tra le 3,0-5,0 t/ha.

Seminando100 kg di seme per ettaro si possono avere da ogni seme piante con 12 robusti culmi che portano ciascuno una spiga con 80 granelli.

Da un ettaro coltivato ad avena autunnale si possono facilmente ottenere 50 q di granella e 50 q di paglia; col ricavato dalla vendita della paglia si pagano le spese e la vendita della granella diventa utile netto.

Per la produzione di foraggio biologico adatto all’alimentazione di varie specie animali senza ricorrere all’industria, la migliore consociazione è tra avena (60%) -veccia (20%) – pisello campestre (20%), che se bene attuata costituisce una delle maggiori realizzazioni della tecnica colturale.

La veccia e il pisello cedono azoto all’avena e questa ne sostiene i teneri steli, e tutte assieme crescono in perfetta armonia dando un foraggio tra i più digeribili ed energetici adatti all’alimentazione delle mucche da latte e da carne. Si può usare verde, affienato nel periodo di inizio fioritura o insilato a maturazione cerosa della granella.

La granella dell’avena ha molte applicazioni: oltre che ottimo alimento per l’uomo e gli animali, si utilizza in medicina, in distilleria per la produzione del whisky, nell’industria per la produzione di additivi utilizzati per la conservazione di alimenti grassi, per la produzione del furfurolo utilizzato come solvente in alcuni processi di raffinazione industriale ed è uno straordinario biocarburante per la produzione di energia termica perchè l’avena con ben l’11% di cellulosa ha un potere calorifico doppio rispetto alla legna.  

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

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Foto: pexels.com

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