Avocado Made in Sicily: superfood bio

L’avocado (Persea americana o Persea gratissima) è una lauracea come l’alloro e la cannella, sempreverde, dal fusto slanciato e portamento elegante, può raggiungere un’altezza di 20 metri.

Da ben 3000 anni si cura la selezione sia dei portinnesti, che consentono di coltivarla nelle zone climatiche più diverse, sia delle innumerevoli cultivar in commercio che derivano dall’ibridazione della tre sottospecie elencate di seguito:

Razza guatemalteca (P. Americana var. guatemalensis) cresce in prossimità dell’equatore, pertanto è meno resistente al freddo. I frutti dalla polpa poco oleosa e seme più piccolo, maturano lentamente, anche 12 mesi.

E’ una specie longeva, che può diventare plurisecolare. Sono note piante di Avocado selvatiche che, in Messico, vivono da 400 anni, continuando a fruttificare copiosamente.

Per climi molto caldi è interessante la P. indica (Razza indica \ Antillana P. Americana var. american) dalla particolare resistenza alla salinità del suolo, è perfetta per le zone tropicali calde prive di escursioni termiche annue come le isole Canarie. Sono gli avocado più sensibili al freddo. Il frutto, dalla buccia verde chiaro, nero violaceo a maturità, è molto grosso, ha polpa poco gustosa e basso contenuto di olio.

Razza messicana (P. Americana var. drymifolia) tipica degli altopiani messicani caratterizzati da forte escursione termica durante il giorno. Sono gli avocado più resistenti al freddo, la polpa è gustosa, il frutto piccolo con buccia sottile, scura e un grosso seme; sono gli unici, sfregando le foglie, ad emanare odore di anice.

I fiori, numerosi, sono riuniti in grappoli, di colore giallastro, sono ermafroditi, ma non sempre l’ovario viene fecondato dal polline dello stesso fiore. Ciò nonostante le cultivar della P. drymifolia sono autocompatibili, perché la fecondazione di un fiore può avvenire, grazie agli insetti pronubi, con il polline di altri fiori della stessa pianta.

BIOLOGIA FIORALE

Sebbene gli avocadi siano autofertili, nelle condizioni di temperatura ideali con una media tra minima e massima di 22°C, affinchè si attui l’impollinazione servono almeno due piante: una di tipo A (la fase femminile si verifica sempre di mattina, mentre quella maschile di pomeriggio)e una di tipo B(la fase femminile si verifica sempre di pomeriggio, mentre quella maschile di mattina). Più ci si discosta da questo optimum di temperatura, più viene meno questa sincronizzazione fiorale.
Pertanto nelle zone tropicali o subtropicali è fondamentale la presenza di entrambi i tipi, mentre in zone temperate calde (come in Italia) potrebbero esserci temperature “non ideali” che, sfalsando le fasi, permetterebbero ad un’unica pianta di avere fiori maschili e femminili contemporaneamente, consentendo l’impollinazione/fruttificazione anche in presenza di una sola pianta isolata.

Se la temperatura durante la fioritura è troppo bassa la fase femminile inizia ad accorciarsi notevolmente, riducendo la produzione di frutti, sino ad azzerarla con temperature medie inferiori ai 14° C.Le varietà Messicane, tuttavia,riescono ad allegare con temperature ben più basse rispetto alle varietà Antillane e la fioritura sembra essere indotta proprio da un periodo di freddo e, in zone equatoriali, potrebbero avere fioriture scarse.

Sebbene gli avocado siano sempreverdi nel periodo di pre-fioritura molte varietà perdono tutte le foglie per poi svilupparne di nuove.

FRUTTIFICAZIONE

A seconda della varietà e del clima la fioritura si svolge da fine febbraio a inizio giugno. Dalla fioritura passeranno 5-6 mesi ( 12 nelle varietà del Guatemala) per il raccolto

I frutti maturano in autunno ma bisogna raccoglierli acerbi (ma non troppo piccoli) e attendere che in 7-10 giorni diventino molli. L’avocado è, infatti, un frutto climaterico che matura dopo essere stato staccato dalla pianta e addirittura se vi rimane non matura per via di una sostanza che inibisce la produzione di etilene.

TECNICHE COLTURALI

Scegliendo la varietà piu adatta al microclima e possibile coltivarlo all’aperto nell’areale degli agrumi, infatti in Sicilia si possono ammirare vasti impianti lungo le coste, al riparo dai venti, in terreni profondi, irrigui, fertili, sabbiosi e leggermente acidi (pH tra 6 e 7), tuttavia si sviluppano bene anche in suoli alcalini. Nelle zone interne fredde la scelta varietale si assottiglia soprattutto dove le gelate sono più frequenti.

Si propagano innestando le piantine di seme allevate in semenzaio.

La semina si pratica in inverno subito dopo aver separato dalla polpa i semi, poiché la germinabilità dura soltanto per qualche mese.

Gli avocado seminati cominciano a fruttificare al 6°-13° anno; se innestati possono fiorire già due anni dopo l’innesto.

L’innesto si pratica nell’anno successivo in primavera; si consiglia quello laterale a linguetta o ad intarsio.

L’apparato radicale si sviluppa superficialmente ed è piuttosto delicato per cui occorre essere molto precisi nel trapianto.

Per l’impianto si prepara il terreno come per altri alberi da frutto. Le piante si dispongono alla distanza di 7-8 m in quadro. Le cure colturali comprendono le normali lavorazioni del terreno, le concimazioni (diversamente da altre piante da frutto, un apporto di azoto favorisce non solo l’emissione di nuove foglie, ma anche la produzione dei frutti), le irrigazioni e le potature (va eseguita dopo la raccolta, quando non ci sono più rischi di gelate e tenendo presente che le infiorescenze vengono prodotte dalle gemme situate nella parte terminale dei rami).

L’avocado non tollera i ristagni idrici che danneggiano irrimediabilmente le radici, portando la pianta a morte certa. Un eccesso di acqua, specie se in concomitanza a basse temperature, facilita i marciumi radicali ad opera dei funghi (Phytophthora spp.).
Per questo motivo è essenziale che il terreno sia
perfettamente drenante , in pendio, per evitare i ristagni idrici e minimizzare gli effetti dell’inversione termica.

L’esposizione migliore è quella assolata (almeno 6 ore di sole diretto al giorno); le piante appena messe a dimora e nei primi due anni dall’impianto potrebbe essere utile utilizzare teli ombreggianti.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

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