Zenzero: radice dalle mille proprietà fitoterapiche

Questa spezia piccante, dall’aroma caldo e pungente, molto versatile nelle preparazioni gastronomie, viene coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale.

Fa parte della famiglia delle Zingiberacee,  come il cardamomo e la curcuma.

Lo zenzero ha la caratteristica di formare un rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il frutto è una capsula divisa da setti in tre logge.

Proprio il rizoma, carnoso e nodoso strisciante, marrone fuori e giallo dentro, che si raccoglie dopo la fioritura, che contiene i principi attivi zingiberene, B-bisabolene, zingerone, gingeroli, shogaoli, monoterpeni ed è la parte utilizzata in forma essiccata e polverizzata come spezia oppure fresca tagliata a fette.

Ricco di calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, selenio, rame, zinco, manganese, sodio e vitamine del gruppo B ed E.

PROPRIETA’ E USI

Lo zenzero è un vero e proprio alimento, tuttavia è bene non eccedere la dose giornaliera raccomandata per adulti, compresa tra i 10 e i 20 grammi di radice fresca, tra 0,5 e 2 grammi di droga polverizzata ed essiccata. 

Semplicemente, masticando dei pezzetti di radice dopo i pasti o sorseggiando la tisana (perfetta anche per aiutare il sistema immunitario a difendersi da raffreddori), elimina gonfiori e flatulenza, calma la nausea e favorisce la digestione.

I suoi principi attivi migliorano la flora batterica intestinale, quindi è usato contro disturbi come diarrea e stitichezza.  La polvere di zenzero per uso orale, infatti, ha effetto procinetico.

E’ indicato per salvaguardare la mucosa gastrica: regolarizza, appunto, l’acidità dello stomaco con la sua azione antibatterica sull’Helicobacter che causa di bruciori di stomaco e reflussi gastroesofagei; ma dosi sproporzionate, sicuramente, possono generare gastriti e ulcere invece che curarle e può provocare nausea, vomito, diarrea ed intossicazioni alimentari anche nelle persone sane.

È un antiinfiammatorio e, per questa sua proprietà di inibire ciclossigenasi e lipossigenasi, è applicato anche in pomata per uso topico per lenirei dolori osteoarticolari, dolori mestruali, e mal di testa.

Grazie alle proprietà termogeniche lo zenzero dona al nostro organismo una sensazione di calore che in inverno può rivelarsi un ottimo aiuto naturale. Lo stesso effetto termogenico fa bruciare calorie.

Sin da tempi remoti i marinai cinesi utilizzano lo zenzero contro il mal di mare e per ridurre il vomito.
L’efficacia antiemetica sembra addirittura superiore a quella del Plasil ® e questo effetto antinausea è particolarmente utile, adottando sempre grande cautela nell’assunzione, durante la gravidanza (paragonabile a quello della vitamina B6).

Inoltre riduce i livelli di colesterolo, stimola la circolazione ed ha effetto anticoagulante (attenzione se si soffre di qualche patologia perché potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento).

I principi attivi che determinano le proprietà fitoterapiche dello zenzero concorrono anche a caratterizzarne il classico gusto pungente, particolarmente apprezzato nella cucina orientale e come aroma per le bibite analcoliche, le birre e i liquori.

La pianta venne importata dai Romani ed usata per le proprietà medicinali.

Nel medioevo, con gli arabi, lo zenzero venne introdotto nella cucina europea: nel Regno Unito prese il nome di Ginger; ma lo ritroviamo anche in piatti della tradizione italiana, come il pampepato ferrarese.

È stato usato nella medicina tradizionale per trattare il colera, il sanguinamento, le infezioni intestinali, la calvizie, la malaria.

Recenti studi hanno individuato nello zenzero uno dei dieci alimenti, dotati dei più alti livelli di attività anti-cancro.

Gli estratti secchi standardizzati nei principi attivi che caratterizzano la droga (gingeroli) sono utilizzati per finalità fitoterapeutiche.

TECNICHE COLTURALI

Di fatto si tratta di una specie esotica tropicale e subtropicale, ma questo non vuol dire che sia impossibile coltivarla anche nei nostri orti, ovviamente assicurando un’esposizione soleggiata o a mezz’ombra, condizioni climatiche caldo-umide(se viene esposta al gelo muore) e un ph del suolo leggermente acido (6-6,5).

Il terreno deve essere sciolto, profondo, ricco di sostanza organica (introducendo 3-4 kg/mq di compost maturo nei primi 20 cm di terra) e molto ben drenato.

Se dall’analisi chimica del terreno emerge un ph alcalino si può correggere miscelando, ai primi strati di terreno dell’aiuola, terriccio per acidofile.

Per accertarsene basta l’analisi dell’estratto acquoso mediante una semplice cartina tornasole.

Per prevenire le malattie si consiglia di adottare la pratica delle  rotazioni, e di migliorare la composizione microbica del suolo utilizzando humus arricchito con un fungo del ceppo Thricoderma, che previene l’insorgere di patologie fungine.

Si raccomanda la scelta di radici provenienti  da agricoltura biologica, così da essere certi che siano prive di sostanze antigerminative, antifungine o pesticidi con cui in genere i rizomi vengono trattati dopo la raccolta.

In primavera, quando la temperatura ambientale si stabilizza sopra i 15 °C, si interrano direttamente a dimora i rizomi di piante di almeno 3 anni di età con gemme ben sviluppate rivolte verso l’alto, a circa 5 cm di profondità, distanziandoli di 20-25 cm gli uni dagli altri.

Si può stimolare la comparsa delle su dette gemme lasciando i rizomi a bagno in acqua per 12 ore prima della semina.

Le irrigazioni devono essere regolari e senza eccessi, per scorrimento, magari, periodicamente, miscelando l’acqua con macerato di ortica diluito, che apporta azoto e ferro.

Il raccolto si potrà iniziare a effettuare dopo  8 mesi, quando le piante avranno terminato il loro ciclo vegetativo.

Un mese prima della raccolta le irrigazioni vanno interrotte per garantire una buona qualità del prodotto

In particolare, a ottobre, dopo la fruttificazione lo zenzero comincia a perdere le foglie e il fusto progressivamente secca: a questo stadio il rizoma è pronto per essere estratto dal terreno con vanga e forcone.

Anticipando a settembre la raccolta si assicurano rizomi con un gusto più delicato, leggero e aromatico, mentre con le raccolte successive il rizoma di zenzero avrà un gusto più forte e pungente.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

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Foto: pexels.com

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