Un orto senz’acqua? Il segreto è la memoria di adattamento

La tradizione agricola si basava sulla selezione naturale delle sementi che, coltivate in condizioni pedoclimatiche difficili, di anno in anno, risultavano sempre più resistenti al pari delle piante definite “erbacce”,  dando produzioni abbondanti e gustose grazie alla maggiore concentrazione di nutrienti.

Scientificamente ciò è motivato dal noto principio dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti nei semi che comprende sia la mutazione genetica del DNA, che la memoria di adattamento con geni dormienti che possono risvegliarsi, migliorando la rusticità e la sapidità. Un po’ come i neonati che ricevevano gli anticorpi contro le malattie infettive dalle loro madri che si erano a loro volta infettate da bambine fortificando il loro sistema immunitario per tutta la vita.

Raccogliendo i semi del primo anno da una prima produzione scarsa e di poco valore in assenza di apporti idrici, dalla loro semina otterremo il secondo anno ortaggi e frutti migliori e dai loro semi il terzo anno vedremo raccolti abbondanti e con maggiori proprietà nutritive. Questi fenomeni evolutivi, che si svolgono da una generazione all’altra e si concludono in tempi relativamente brevi, sono noti come microevoluzione.

Oggi la standardizzazione imposta dalle industrie sementiere ha portato alla diffusione e commercializzazione autorizzata soltanto delle sementi che danno frutti sempre uguali ovunque li si coltivi, ma più suscettibili agli attacchi parassitari e improduttivi in assenza di irrigazioni, concimazioni e irrorazione di pesticidi mirati. Dalla istituzione di questi registri istituiti negli anni “70” le leggi sono diventate sempre più restrittive al punto da non permettere nemmeno lo scambio gratuito di semi fra produttori-contadini che si tramandano queste preziose sementi, patrimonio collettivo di antiche varietà selezionate naturalmente e resistentissime.

Possiamo tuttavia autogestire la selezione di frutta e ortaggi biologici riseminando e verificando da un anno all’altro la capacità di adattamento delle nostre piante e il progressivo incremento produttivo senza ricorrere a irrigazioni e interventi chimici. 

Dott.ssa Agr, Brigida Spataro

Foto: http://valechef.com.br/tag/jornalismo-colaborativo/

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