Il futuro dell’allevamento? Ritornare ad un modello etico di crescita nel rispetto degli animali

La concezione d’allevamento non intensivo, quindi sano ed equilibrato deve ritornare ad un modello etico di crescita.
Gli animali devono essere allevati allo stato brado, con libertà di accesso ad un prato di erba medica e piante officinali, dove il loro istinto le farà scegliere ciò di cui hanno bisogno, in quel momento, per il loro benessere.

Il cibo di cui gli animali devono essere nutriti deve provenire da Agricoltura Biologica, non facendo uso di sottoprodotti, evitando di razionalizzare le scorte, lasciando gli animali liberi di scegliere, per la loro alimentazione, il cibo della migliore qualità e in tutta la quantità da essa desiderata.

Noi tutti, compresi gli animali, siamo fatti da circa il 75 % di acqua.
Per tale motivo bisogna fornire agli animali la medesima acqua utilizzata nell’alimentazione.
Se viene garantita la libertà di scelta agli animali, non solo per il movimento ma anche su cosa mangiare, ciò provoca una notevole differenza, ad esempio, nella colorazione dei gusci delle uova o nel tuorlo, che è condizionato dalla quantità di foglioline di erba fresca che ogni singolo animale predilige mangiare sul pascolo esterno.

Agli animali non devono essere somministrati antibiotici, vaccini, integratori o coloranti di sintesi. Le eventuali cure sono effettuate ricorrendo all’utilizzo di infusi di piante.
Tali regole garantiscono una efficacia protezione dell’animale, che se alimentato correttamente, con prodotti sani, libero di muoversi in spazi adeguati, difficilmente si ammala.
Ogni buon padrone di un animale domestico, si attiene a queste regole. Ma non deve essere un trattamento di privilegio. Tutti gli animali hanno il diritto di vivere in modo sano e libero.
Basta lager di allevamenti intensivi dove gli animali sono stipati fino all’invero simile dentro gabbie, privi di luce e condizioni igieniche.

Ognuno, con le quotidiane scelte d’acquisto, è il vero propulsore dell’economia. Ecco che, ogni volta che decidiamo di comprare uova e/o formaggi dobbiamo scegliere di contribuire alla crescita di un’azienda che si attiene scrupolosamente a queste regole.
La scelta di essere carnivoro dipende dall’ignoranza. Ignorano che senza carne si può vivere meglio.
Ignorano cosa succede nei mattatoi. Forse sentendo le urla dei cuccioli uccisi per un mero sfizio dell’uomo, i carnivori capirebbero l’errore.
Chi ama gli animali, non li mangia.

Dott.ssa Stefania Mangiapane

Foto: www.tuttomamma.com

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