STOP alle trivelle: votare SI per frenare lo sfruttamento delle coste

Il referendum del 17/4 c.a. deve costituire anche un freno allo sfruttamento delle coste e orientare i decisori pubblici a mettere in campo politiche pubbliche lungimiranti e sostegni finanziari per sviluppare e commercializzare fonti di energia e tecnologie energetiche sostenibili e semplici.

La produzione di energia non può arenarsi al mero sfruttamento del gas o del petrolio estratti per trivellazione dei mari e delle coste utilizzando peraltro tecnici specializzati stranieri.

Questo referendum interesserà in modo diretto solo diciassette concessioni da cui si estrae il 2,1 % dei consumi nazionali di gas e lo 0,8 % dei consumi nazionali di petrolio; questo potenziale piccolissimo calo di estrazioni può essere facilmente colmato con l’incremento delle collaudate agrienergie come il solare termico che consente di produrre acqua e aria calda con un impianto di pannelli solari termici oppure il fotovoltaico anche con impianti di piccole dimensioni (inferiori a 20 kW) che potrebbe rendere autosufficienti le aziende agricole; mentre negli agglomerati urbani nuovi materiali già consentono di ottenere una maggiore integrazione architettonica negli edifici.

Il potenziale del solare è pulito e illimitato. L’energia che arriva dal Sole in un’ora è equivalente al consumo annuo di tutta la Terra.

Lo sviluppo delle tecnologie per lo sfruttamento dell’idrogeno e trasformarlo in energia fruibile per impianti piccoli e di media grandezza dovrebbe già essere ad uno stato avanzato di fattibilità operativa.

Infatti in Giappone sono da un anno in vendita le Toyota “Mirai”, macchine a idrogeno prodotte in serie che usano un sistema di propulsione composto di un generatore a celle di combustibile e un motore elettrico da 136 CV. L’energia elettrica viene generata a seguito di reazione chimica tra idrogeno e ossigeno che avviene senza combustione. La macchina è a emissioni zero, dal tubo di scarico esce soltanto del vapore d’acqua invece dei venefici scarichi inquinanti.

Le energie alternative e l’autosufficienza energetica possono coprire il fabbisogno nazionale e incrementare realmente posti di lavoro.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: www.greenpeace.org

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