Nespolo del Giappone al Sud e Nespolo comune al Nord: guida alla coltivazione biologica

Il Nespolo del Giappone (Eriobotrya iaponica)originario delle regioni orientali della Cina, è un albero sempreverde molto ornamentale che raggiunge di norma cinque metri di altezza, anche se alcuni soggetti posti in condizioni riparate, al caldo e su terreno fertile raggiungono i 10 metri.

PROPRIETA’

Definita nella Medicina Ayurvedica “la regina delle erbe medicinali”, vanta proprietà diuretiche, analgesiche, antibatteriche, antivirali, espettoranti, antiemetiche.

Il decotto di foglie e germogli ha proprietà astringenti e, in fitoterapia, viene usato come collutorio, nel trattamento della tosse e degli stati febbrili.

In cosmesi l’estratto di foglie e frutti viene utilizzato nella preparazione di tonici rinvigorenti contro le lassità cutanee dovute al passare degli anni.

Contiene zuccheri, vitamine C, A, B1, B2, B3, calcio, potassio, magnesio, fosforo, ferro.

Tra i principi attivi abbondano flavonoidi, quercetina, acido ascorbico, beta carotene

acido caffeico e la cyanidina, un pigmento organico naturale.

Come in tutti i semi della frutta (ad eccezione degli agrumi), nei noccioli è presente la vitamina B17 (Amigdalina o Laetrile), scomposta dall’enzima Rodanese in ioni-Cianuro, Benzaldeide e Glucosio e impiegata in alcune terapie medico-oncologiche sotto stretto controllo medico (perché le quantità non eccedano le capacità del fegato e di altri organi di depurare il sangue dall’acido cianidrico).

Il ricercatore James South spiega tale biochimica essenziale in chi si alimenta con cibi nitrilosodici o assume la B 17 sotto forma farmaceutica, sia come Laetrile che come Amigdalina: “Queste due proprietà delle cellule tumorali (un eccesso di Beta-glucosidasi, che disgrega il Laetrile ed una deficienza di Rodanese, per la disintossicazione dell’acido cianidrico, sono chiamate in causa come spiegazione sia del perché il Laetrile uccida le cellule tumorali e del perché esso non risulti preferibilmente disgregato dalle cellule tumorali in ioni-Cianuro, Benzaldeide e zucchero. Le cellule tumorali saranno di conseguenza avvelenate, dato che le cellule tumorali sono carenti dell’enzima Rodanese, dotato di azione disintossicante dall’acido cianidrico. Se dell’acido cianidrico fuoriesce dalle cellule tumorali, le cellule adiacenti normali saranno in grado di disintossicarsi da esso attraverso il loro enzima Rodanese.”

CARATTERI BOTANICI

La prima pianta di Eriobotrya japonica in Italia risale al 1812, coltivata presso l’Orto Botanico di Napoli.

Il Nespolo del Giappone ha una biologia caratteristica: le grandi foglie coriacee, di forma ellittica lanceolata, durano a lungo e cominciano a cadere quando si sviluppano quelle dei rami di un anno che origineranno la nuova ramificazione e che, a questo punto, cambiano colore e, da verdastri e vellutati, diventano grigi.

L’apparato radicale presenta uno sviluppo superficiale che si estende oltre la proiezione della chioma e uno sviluppo fittonante capace di spingersi oltre due metri di profondità così da superare le estati siccitose.

Sensibile alle temperature rigide, vegeta bene nelle zone temperate del nostro paese con inverni miti che permettono la episodica uscita degli insetti impollinatori.

La fioritura è, infatti, precoce tra dicembre, gennaio e febbraio ma molto lunga e tale da nutrire le prime api e i bombi in cerca di nettare e polline fresco, consentendo così, l’impollinazione.

Il miele di nespolo è molto pregiato.

I fiori, molto ricercati dalle api, sono ermafroditi, autofertili, pelosi raccolti in una infiorescenza a grappolo; pelosi sono anche i piccioli, i calici e i frutti immaturi, per un isolamento dal vento freddo invernale, così da superare indenni brevi abbassamenti di temperatura al di sotto dello 0°C.

Tra le varietà coltivate nella provincia di Palermo risultano autocompatibili: Nespolone rosso precoce, Nespolone gigante bianco, Nespolone vaniglia; sono invece autoincompatibili: Nespolone rosa tardivo, Nespolone di Ficarazzi eNespolone di Trabia.

A completa maturazione, tra maggio e giugno, la polpa dei frutti (pomi) di colore giallastro chiaro, giallo o arancione, è succosa, dolce, aromatica, profumata, leggermente acidula e racchiude da uno a cinque semi grossi, lucidi ricoperti da uno strato gelificato. Si prestano ad un periodo di conservazione limitato che va dai 4 ai 7 giorni se conservati ad una temperatura compresa tra i 5 e i 7 gradi in un luogo asciutto e al riparo dai raggi solari.

Purtroppo resta un frutto un po’ marginale nei consumi perché iniziano ad essere presenti sul mercato le primizie di varietà pomarie più spettacolari come ciliegie e pesche.

PROPAGAZIONE

Si può propagare per seme perché le piante riproducono bene i caratteri della pianta madre, tuttavia i semi perdono dopo breve tempo la facoltà germinativa. La semina diretta si effettua a temperature calde interrando in uno strato di terra pari allo spessore del nocciolo del frutto appena maturato

Se si preferisce la propagazione per via agamica si praticherà l’innesto, la margotta o i polloni.

Il Nespolo, per svilupparsi al meglio su particolari tipi di terreno e risultare in parte più resistente ad alcune malattie, può avvantaggiarsi di portainnesti come il biancospino, il cotogno che induce taglia ridotta e precoce messa a frutto (cotogno BA29 dà maggiore sensibilità al calcare) o il franco che deriva da seme e induce vigore, lenta fruttificazione e resistenza al calcare attivo.

La piantumazione degli astoni da vivaio a dimora si attua in primavera inoltrata, alla distanza di 3 metri se il portinnesto è il biancospino o 6metri per il franco, in buche di 1 metro di diametro e altrettanto profonde. L’altezza del colletto rispetto al terreno deve essere mantenuta inalterata e alla fine si irriga per sommersione a conca.

Un metodo di propagazione che dà buoni risultati è la margotta da attuare nel periodo primaverile scegliendo una ramificazione sana.

Al termine del secondo anno di vita andranno effettuati gli innesti sui franchi più vigorosi e sani.

I nespoli provenienti da seme entrano in produzione tra il 7° e l’8° anno di età, mentre le piante innestate possono essere produttive già dal quarto anno. Cominciano ad avere una buona produzione intorno al quinto-sesto anno di età sino a 28-32 con rese di 25 – 50 kg per pianta.

ESIGENZE COLTURALI

Per migliorare la fruttificazione si può attuare la tecnica del diradamento dei frutticini, asportando, di norma, la parte apicale delle pannocchie.

La pianta di nespolo è resistente alla siccità e ai terreni poveri, ma se si vuole però ottenere un buon raccolto, a seconda della fertilità generale del terreno, sarà necessario interrare, all’impianto, una piccola percentuale di concime organico o letame maturo. Il pH ideale è compreso tra 7 e 8 (neutro o leggermente basico). Il substrato di coltivazione deve essere ovviamente ben drenato per evitare il pericoloso ristagno idrico.

L’esposizione adatta per il Nespolo del Giappone è in pieno sole. Sono da preferire le aree protette da barriere frangivento composte da alberi a chioma fitta che riparino dai venti, soprattutto nel periodo invernale.

Andranno eliminati i succhioni nella parte interna della chioma per favorire una buona areazione, anche perché i frutti si sviluppano nei rami più esterni da preservare.

In piena età produttiva (da 6 a 28 anni) la resa di una singola pianta di nespolo varia da 25kg a 50 kg.

PATOLOGIE

E’ attaccato dalle cocciniglie e dagli afidi, ma la principale avversità del nespolo del Giappone è la ticchiolatura del nespolo, causata dal fungo Fusicladium eriobotryae, specie patogena appartenente alla famiglia delle Dematiaceae molto comune nell’Italia meridionale, specialmente in Sicilia e attacca tutte le parti della pianta. All’inizio si possono manifestare delle macchie scure tondeggianti sulla parte superiore delle foglie e, successivamente i rami, i fiori ed i frutti dove il patogeno provoca i danni più gravi che si manifestano con tacche brunastre simili a quelle fogliari che cadono anticipatamente, mentre nei rami si possono verificare dei cancri causati dalla penetrazione e diffusione del micelio del fungo. I danni prodotti sono particolarmente gravi nelle zone molto umide e ad inverno mite.

La lotta preventiva prevede la scelta in vivaio di piante esenti da patologie e robuste, della potatura invernale per distruggere gli organi infetti e favorire l’arieggiamento della chioma e della potatura verde all’interno della chioma per evitare che si creino microclimi poco ventilati.

La lotta curativa si effettua con composti rameici e poltiglia bordolese.

Il Nespolo europeo (Mespilus germanica) originario nell’Asia Minore, di più antica coltivazione nell’Europa meridionale (fino alla Germania), è un albero spinoso di medie dimensioni fino 4–5 m di altezza e di larghezza spesso superiore all’altezza, molto resistente al freddo ma da evitare nei suoli umidi e secchi; ha foglie caduche in inverno, fiori ermafroditi, di colore bianco puro, semplici, a cinque petali; la fioritura tardiva (maggio) sfugge al pericolo delle ultime gelate e avviene dopo l’emissione delle foglie. I frutti a buccia ruvida e di colore marrone chiaro, spesso coperti da una finissima peluria; sono di piccole dimensioni: 2-2,5 cm di diametro simili a piccole mele scure appiattite sulla sommità e cinque noccioli che, pur contenendo la vitamina B17, nella tradizione erboristica erano considerati preziosi per la salute e utilizzati per la cura dei calcoli renali.

I frutti non possono essere consumati alla raccolta nel tardo autunno; raccolti acerbi possiedono proprietà antidiarroiche; vengono messi a fermentare in ambiente asciutto e ventilato su ripiani tra la paglia, così, da legnosi e tannici, col passare dei mesi diventano teneri e il gusto amaro diventa amabile, delicato, con un sentore floreale molto fresco e con una nota acidula.

Le proprietà e le indicazioni erboristiche delle piante sono riportate a solo titolo indicativo, e non costituiscono nessun tipo di consulto, prescrizione o ricetta medica.

 Articolo e foto: Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

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