Banano:guida alla coltivazione biologica. L’erbacea esotica da coltivare anche al Sud Italia

Il banano, la più grande pianta erbacea provvista di fiore, appartiene alla famiglia delle Musacee ricchissima di specie anche selvatiche diffuse in Nuova Guinea, Malesia, Indonesia e Filippine.

La specie più coltivata per la qualità dei frutti è Musa paradisiaca L. ottenuta per ibridazione dalle specie Musa acuminata e Musa balbisiana, come quasi tutti i banani commestibili partenocarpici.

Le piante, dotate di uno pseudofusto pollonifero alto 6-7 metri, dopo la fruttificazione del casco di banane, muoiono. Ogni pseudofusto genera una sola infiorescenza con molte brattee tra le file di fiori. I caschi si raccolgono prima della maturazione che si completa separatamente dalla pianta madre e pesano 30–50 kg.ciascuno.

Come tutti i frutti climaterici, continuano a maturare dopo il distacco dalla pianta, soprattutto in condizioni di scarsa ventilazione e temperature elevate che inducono maggiore produzione di etilene. Piccole macchie marroni sulla buccia, per l’accumulo di zuccheri, sono indicativi di uno stadio perfetto di maturazione per essere gustati.

Le foglie sfrangiate disposte a spirale, possono crescere fino a 3 metri o più di lunghezza e 60 centimetri di larghezza.

TECNICA COLTURALE

Le condizioni pedoclimatiche idonee alla coltivazione sono le stesse dove prospera il limone, che fra gli agrumi è il più esigente. In Sicilia sono molte le aree idonee; tuttavia, è necessario favorire la fioritura in primavera così che la maturazione delle banane possa compiersi prima dell’inverno, perché le basse temperature guastano i frutti che risultano più turgidi e meno saporiti.

L’esposizione perfetta è a mezzogiorno, ben protetta dai venti dominanti, naturalmente o con appositi frangivento.

PROPRIETA’ E CONTROINDICAZIONI

La banana contiene circa 15 gr di carboidrati per etto, di cui 2,5 gr sono amido del tipo gelatinizzato poco digeribile che nel nostro intestino si comporta come la fibra e, insieme alla pectina, abbassa il colesterolo.

La polpa di banana è ricca di triptofano che protegge la memoria, migliora l’umore e calma, perché, una volta assorbito, viene convertito in serotonina, noto anti-stress.

Ha proprietà nutrienti, re-mineralizzanti e rigeneranti per la pelle grazie alla ricchezza di vitamina A, vitamina B1, B2, B6, B9 o acido folico, vitamina C, vitamina PP, vitamina E, calcio, fosforo, ferro e potassio. L’elevato contenuto di ferro stimola la produzione di emoglobina e cura l’anemia.

La buccia di banana contiene molti antiossidanti che aiutano a migliorare la salute della cute e costituisce un’antica ed efficace cura per la psoriasi e le verruche.

La polpa neutralizza l’acidità di stomaco e protegge dai succhi gastrici le pareti mucosali dell’intestino.

Le banane sono debolmente radioattive (potassio-40) per l’alto contenuto di potassio che è, però, utile per abbassare la pressione e contrastare la ritenzione idrica.

Le proteine Ba 1, Ba2 e Mus XP 1 possono generare intolleranze.

Le banane provenienti dalle regioni sudamericane e dall’Africa sono maggiormente trattate con pesticidi pericolosi per la salute e soltanto lacertificazione di agricoltura biologica ne assicura l’assenza, oltre a garantire una maturazione naturale anziché velocizzata con gas chimici.

Il macerato di bucce di banana in acqua per due settimane, filtrato e spruzzato alla base delle rose diventa un ottimo fertilizzante che stimola la fioritura e dona vigore alle ortive.

LOTTA BIOLOGICA DELLE AVVERSITA’ PARASSITARIE

L’esiguo patrimonio genetico delle specie partenocarpiche più diffuse le ha indebolite e rese più suscettibili a virosi come Banana bunchy top virus e ad attacchi devastanti di crittogame come Mycosphaerella fijiensis (Cercosporiosi nera sin. Sigatoka Nera) e Fusarium oxysporum f.sp. cubense (Foc), inoculate da afidi vettori. La lotta deve essere soprattutto preventiva selezionando materiale vivaistico non contaminato, vietando il trasporto di terreno o materiale di propagazione infetti e sterilizzando i veicoli in ingresso e uscita dalle coltivazioni.

La difesa biologica si attua con il controllo degli afidi vettori che diffondono l’infezione: efficace il macerato acquoso e il macerato di quattro giorni di ortica spruzzato dopo il tramonto ogni tre giorni per due settimane.

Le infestazioni di Caligo eurilochus si arginano piantumando, in mezzo ai banani, heliconie e strelitzie: le femmine delle farfalle Caligo non deporranno più le uova sulle piante di banano perché preferiscono di gran lunga le eliconie e le foglie di strelitzia.

Un grave problema è poi la propensione dei grossi ragni Phoneutria nigriventer a nascondersi fra i caschi di banane: sono i ragni più velenosi e aggressivi specie nei mesi di marzo ed aprile durante i quali si accoppiano e se assumono la caratteristica posizione di attacco con le zampe anteriori alzate. L’ultimo ritrovamento in Europa in Inghilterra e, quest’anno, in un supermercato tedesco. Esistono pochi antidoti specifici per il suo veleno che può provocare il priapismo (A clinico-epidemiological study of bites by spiders of the genus Phoneutria di Bucaretchi F, Deus Reinaldo C, Hyslop S, Madureira P, De Capitani E, Vieira R) e la morte.

Le proprietà e le informazioni erboristiche delle piante sono riportate a solo titolo indicativo, e non costituiscono nessun tipo di consulto o prescrizione medica.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: http://scalabrinilovers.altervista.org/banano2.php

 

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