Coldiretti, protesta di 10mila imprenditori contro le sanzioni alla Russia: “Ci sono costate 600 milioni”

Coldiretti e diecimila imprenditori agricoli con il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina e il presidente della Regione, Luca Zaia, hanno manifestato a Verona per chiedere l’eliminazione delle sanzioni nei confronti di Mosca, imposte nel 2014 a seguito della presunta interferenza da parte della Federazione nella crisi Ucraina, ipotesi sempre smentita dalle autorità russe e promuovere il confronto tra la business community italiana operante in loco e le autorità russe.

Coldiretti sottolinea che “l’embargo russo ha azzerato completamente le esportazioni dei prodotti agroalimentari piu’ rappresentativi del Made in Italy scatenando una guerra commerciale che ha provocato pesantissimi danni all’economia e la perdita di posti di lavoro“. Per Coldiretti, le sanzioni contro la Russia sono “una scelta suicida che l’Unione Europea e l’Italia non possono permettersi dopo il voto sulla Brexit con la svalutazione della sterlina inglese che rischia di mettere in crisi i rapporti commerciali con la Gran Bretagna, che è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari Made in Italy”.

Già Antonio Fallico, presidente della Fondazione “Conoscere Eurasia” rimarcava che dobbiamo ricordarci che non siamo avversari ma partners e che il nostro nemico comune oltre all’immigrazione è il modo di pensare per cui esista un paese che si arroga il diritto di fare il gendarme del mondo”.

Anche se, come riporta l’Economist nella sua rubrica “Charlemagne”, dedicata agli affari europei Vladimir Putin sembra aver perso interesse a qualsiasi riavvicinamento con l’Occidente, Ezio Castiglione, Presidente dell’ Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, ISMEA sottolinea che è indispensabile ripensare il modello di cooperazione internazionale: “Noi vediamo già che i mercati di Russia e Italia sono comuni. La Russia è l’unico paese al mondo dove ci sono ancora riserve di terra disponibile per nuove produzioni biologiche. Preso atto di questo non serve aspettare dall’alto che si ritorni alla realtà precedente, ma bisogna lavorare per integrare i sistemi produttivi operando attraverso joint-venture e formazione della forza lavoro per trasmettere il know-how delle imprese italiane a quelle russe”.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che tutti i paesi del mondo occidentale sono completamente dipendenti dall’insana agricoltura su larga scala, mentre in Russia l’economia agricola è di piccole dimensioni, prevalentemente biologica e nelle mani dei cittadini-contadini e non di multinazionali o imprese, e per i russi coltivare la dacia che il governo dona loro esentasse non è solo un hobby ma la compartecipazione a provvedere ai consumi di tutta la nazione. L’attuale modello agricolo della Russia è quello che prospera come risultato di milioni di piccole aziende agricole biologiche a conduzione familiare che sommate producono la maggior parte del cibo consumato in tutto il paese.

Vladimir Putin rivolgendosi al Parlamento russo ha dato le seguenti linee guida: “Noi siamo in grado di nutrirci, tenendo conto delle nostre terre e risorse idriche. La Russia è in grado di diventare il più grande fornitore mondiale di cibo sano, ecologicamente pulito e di alta qualità che i produttori occidentali hanno perso da tempo, soprattutto in considerazione del fatto che la domanda di tali prodotti nel mercato mondiale è in costante crescita”.

L’Italia è stata l’unico paese europeo presente al Congresso Eurasiatico di Mosca, con un video ponte da Roma: ciò è indicativo dell’ interesse verso il mercato russo; infatti, nonostante le limitazioni imposte dalle sanzioni, è andata avanti la collaborazione tra Guardia di Finanza ed Agenzia delle Dogane russe e l’Italia, insieme a Finlandia e Cina, è stato uno dei paesi con cui è stato in vigore il regime di “corridoio verde” soppresso a causa del colpo di stato ucraino del 2014, che da Lisbona passava per Kiev e raggiungeva la Russia.

Adesso devono essere recuperate nuove basi per gli investimenti italiani nella Federazione Russa.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: ilsole24ore.com

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