Testo Unico del vino: riflettori puntati sul rush finale al Senato. Pronta la deregulation dei contrassegni

 

Il provvedimento è all’esame della Commissione agricoltura del Senato ed ha come obiettivo l’abolizione del del monopolio in vigore finora nella produzione delle cosiddette “fascette” che cingono il collo delle bottiglie.

Proprio la suddetta produzione è stata sempre attribuita al solo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato,  con l’autorizzazione anche di altre tipografie sul territorio.

Ma a cosa servono i contrassegni? A spiegarlo è proprio Paolo Aielli, l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico, che in un’intervista rilasciata al “ilSole24ore” ha spiegato ” sono carta valori e assolvono a una triplice funzione: sono strumenti di garanzia per produttori e consumatori, rappresentano un elemento di autenticazione del prodotto (sul quale viene apposto il sigillo di Stato) e una leva in chiave di controllo anticontraffazione”. Ed aggiunge:” l’Istituto Poligrafico ne ha stampati oltre un miliardo: circa 440 milioni per i vini Docg e 760 milioni per i vini Doc. E quest’ultimo è forse il dato più eloquente del valore che i produttori attribuiscono al contrassegno di Stato perché ne fanno richiesta in misura cospicua anche le imprese che non sarebbero obbligate a farlo”

Ecco i dati: od oggi oltre un miliardo di “fascette” devono obbligatoriamente utilizzare i contrassegni di Stato i vini Docg (che sono 74 in Italia) e i vini Doc che ne fanno richiesta.

La soluzione per uno stop definitivo a questo monopolio potrebbe apparire quella di ripartire con una trasparente procedura ad evidenza pubblica  rivolta alle aziende con i requisiti necessari per realizzare questi contrassegni.

Anche se non tutti concordano. In primis proprio Aielli, il quale apre alla possibilità di nuovi stampatori ma propone di ” assicurare una regìa pubblica mantenendo questo compito in capo all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato cui demandare la funzione di selezionare le suddette aziende“.

Un monopolio celato, forse.

Attendiamo il testo con le modifiche del Testo Unico e scopriremo se anche tale “privilegio” è stato abolito.

Articolo: Dr.ssa Stefania Mangiapane

Foto:

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