Fiaba: Flepy e l’acqua

In mezzo alla foresta vive uno strano animale. Il suo nome è Flepy. Flepy sa nuotare come un pesce e volare come un uccello. Sa anche camminare un pochino, ma non è molto veloce. Flepy abita in un bel laghetto dalle acque fresche e trasparenti, ma un giorno decide di andare a fare una vacanza. Prende il suo zaino, lo riempie di cibo, e parte.

Il suo amico, la lumaca Slò, si mette in viaggio insieme a lui.

Dopo un po’, Flepy e Slò incominciano a sentirsi molto stanchi, ed anche molto affamati. Essi mangiano il cibo che è nella borsa e si riposano sull’erba. “Non posso più andare avanti, sono troppo stanco” – dice Slò.

“Prosegui tu”. “Anche io non ce la faccio più a camminare, però posso volare!” – risponde Flepy.

“Ci penserò io alla tua borsa” – dice Slò. “D’accordo, – dice Flepy sorridendo – troverò qualcos’altro da mangiare da qualche parte”.

Flepy vola alto nel cielo. Volando, va al di là della foresta, e subito scorge delle case costruite dagli uomini. Un intero paese. Un fiume scorre in mezzo ad esso. “Che bello! – pensa Flepy – mi tufferò nell’acqua, sarà divertente”.

Dopo un po’ che sta nuotando e si sta divertendo, si imbatte in un pesce. “Ciao, signor pesce, come stai?” – gli domanda Flepy. “Non sto tanto bene, – risponde il pesce – sono malato. L’acqua qui non fa bene alla salute, perché è inquinata”. “Non può essere vero – replica Flepy – quest’acqua mi piace così tanto”. E così, continua a nuotare. Ma all’improvviso, la testa e lo stomaco iniziano a fargli male, gli occhi incominciano a bruciare.

Sente male dappertutto, e a malapena riesce a muoversi. Risale fino alla superficie dell’acqua per respirare e si aggrappa ad un ciuffo d’erba sulla riva del fiume. “Aiuto!” – si mette a gridare, “sto male, sto morendo!” In quel momento, Marco e Linda stanno tornando a casa dalla scuola. “Guarda! – grida Marco – c’è un animale laggiù. Vado a prenderlo!” “Stai attento, – lo mette in guardia Linda – legati a questa fune, così non cadrai in acqua”. Marco si lega un’estremità della fune attorno alla vita, e l’altra estremità ad un albero. Poi, facendo molta attenzione, si sporge e con l’aiuto del cappello, riesce a salvare Flepy dal fiume.

“L’ho preso!” – esclama Marco, tutto contento. “Grazie, – risponde Flepy – io però sono malato, a causa dell’acqua sporca. “Voi mi potete curare?”

“Mio padre ti aiuterà” – dice Linda.

I due bambini vanno di corsa dal padre di Linda, che riempie una vasca con dell’acqua pulita e delle deliziose piante acquatiche.

Linda mette Flepy nell’acqua. “Adesso riposati un po’” – gli dice, e dà a Flepy un bacio affettuoso. Il giorno seguente, Flepy sta molto meglio. “Il nostro piccolo amico è guarito” – gridano i bambini. “Papà, come ha fatto l’acqua del fiume a diventare così sporca?” – chiede Linda. “Siamo noi che la sporchiamo” – le risponde. “Quando laviamo il pavimento, quando facciamo le pulizie, quando andiamo al bagno, noi sporchiamo l’acqua.

Quest’acqua attraversa le fogne sottoterra e arriva fino al fiume, così il fiume si sporca. Anche il letame delle mucche e dei maiali finisce nell’acqua. Gli uomini costruiscono industrie per fare la plastica, la vernice, il ferro, per generare elettricità e per molte altre cose. Anche queste fabbriche sporcano l’acqua e avvelenano i fiumi”.

“Anche le industrie di caramelle e giocattoli?” – chiede Marco. “A volte sì” – gli risponde il padre di Linda. “Qualcuno pensa che l’acqua sia capace di lavare da sé tutta la sporcizia che noi ci buttiamo dentro. Ma non è così.

Noi dovremmo trattare l’acqua come un bene prezioso e molto costoso.”

“Perché le persone non fanno del loro meglio per tenere i fiumi puliti?” – chiede Flepy. “A volte lo fanno” – risponde il padre di Linda.

“Ma non è così semplice. Si devono costruire delle grandi vasche per raccogliere l’acqua sporca. Nelle città, i condotti fognari trasportano l’acqua sporca dalle case a queste vasche. Qui l’acqua viene depurata e poi va nel fiume. Anche le industrie devono depurare le loro acque di scarto prima di riversarle nel fiume. Gli agricoltori possono usare meno fertilizzante sul loro terreno. Se tutti si impegnano, la natura può essere salvata.”

“Che l’acqua sia pulita non è importante solo per i pesci, ma anche per gli esseri umani. Se noi sporchiamo l’acqua dei fiumi e inquiniamo il terreno, la sporcizia e le sostanze velenose penetrano nel suolo e raggiungono l’acqua che giace nella profondità della terra. Noi abbiamo bisogno di questa acqua per avere l’acqua potabile.” “Non è compito dei politici pensare a tenere pulita l’acqua?” – chiedono i bambini. “Loro fanno del loro meglio – risponde il padre di Linda – ma tutti dobbiamo dare una mano.” “Ma anche noi faremo del nostro meglio” – promettono Linda e Marco. “Bravi – dice Flepy sorridendo – così io non mi ammalerò di nuovo nuotando nel vostro fiume. Ed anche i miei amici pesci staranno bene.”

Flepy è contento di stare con Linda e Marco. Ma in fondo, desidera tanto tornare a casa dal suo amico Slò. Così Flepy saluta Marco e Linda.

“Tornerai ancora?” – gli chiedono. Flepy promette: “Sì, noi saremo sempre amici ed io tornerò a trovarvi ogni anno. Ciao e arrivederci a presto!”

.

Riflettiamo insieme:

Attività: “E tu cosa puoi fare?”

“Cosa possiamo fare noi?” – chiedono Linda e Marco.

Il padre di Linda risponde: “Voi potete senz’altro fare molte cose.”

  • Non buttate carta, buste di plastica, lattine e altri rifiuti per terra o nel fiume. Tutte queste cose vanno gettate nei cassonetti per l’immondizia o nei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Fate una breve doccia, in questo modo utilizzate meno acqua di quella che serve per fare il bagno. Comunque, se fate il bagno, non riempite completamente la vasca.
  • Quando vi lavate i denti, sarebbe meglio usare un bicchiere, così il rubinetto non resta aperto e non sprecate troppa acqua.
  • Per lavare la macchina e preferibile usare un secchio con l’acqua ed una spugna invece del tubo
  • Quando si lavano i piatti, è meglio non usare troppo detersivo.
  • Quando si fanno le pulizie di casa, non usare candeggina, ma l’aceto.
  • Non spruzzare sulle piante e sui fiori prodotti velenosi ( pesticidi)
  • Si può regolare lo scarico del bagno in modo tale che non serva troppa acqua, oppure utilizzare gli scarichi a doppio pulsante.
  • I rubinetti gocciolanti andrebbero riparati immediatamente, per non sprecare l’acqua.
  • Non avviare la lavatrice se non è piena e fate lo stesso con la lavastoviglie. In questo modo, si risparmiano sia l’acqua che l’elettricità.”
  • Non versate nel lavandino o sulla terra grassi, olio, vernice o sostanze tossiche. Tutte queste sostanze vanno raccolte o portate in riciclerai o buttate nei contenitori per i rifiuti speciali.

Fonte: Arpa Veneto

Articolo: Dr.ssa Stefania Mangiapane

Foto: http://bimbifeliciacasa.blogspot.it/2011/10/il-ciclo-dellacqua.html

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