Vino italiano: l’export fa il botto (+7%)

I dati ISTAT indicano nei primi sei mesi del 2015 un aumento dell’8% dell’export agro-alimentare pari a circa 36 miliardi.
In particolare, nel secondo trimestre 2015 le vendite di beni delle regioni meridionali e insulari hanno registrato un aumento del 5,7%.
Secondo Coldiretti si tratta di un effetto Expo: “ Sono stati proprio i primi due mesi dell’esposizione universale con una crescita al 10% nel bimestre maggio-giugno, 3 punti percentuali superiore a quella registrata nel quadrimestre che ha preceduto Expo”.
Infatti si è registrato un aumento del 5% nei Paesi dell’Unione europea, un incremento del 28% negli Stati Uniti, del 18% in Cina, del 24% nei paesi asiatici e del 29% in Oceania.
Il vino risulta il prodotto più esportato per un valore pari a 2,5 miliardi in sei mesi e una crescita del 7%, segue l’ortofrutta fresca ( 9%) , l’olio (+11%). la pasta (8%) e i formaggi (+2%).
Secondo i dati forniti da ISMEA nei primi sei mesi 2015 le vendite di vino bio nella Gdo nazionale sono cresciute del 91% invertendo il trend dei consumi nazionali di vino da anni in calo, mentre l’export segna un giro di 100 milioni di euro pari al 2% concentrato soprattutto verso i paesi dell’Ue.

La produzione alimentare italiana vale circa 130 miliardi di euro.
In un contesto caratterizzato dalla costante crisi del mercato dal 2008, i settori agroalimentari che continuano a segnare risultati positivi sono quelli maggiormente propensi a conquistare i mercati internazionali come il vino. La metà della produzione vitivinicola italiana viene oggi collocata sui mercati esteri, una propensione internazionale particolarmente elevata che ha consentito a numerose imprese del settore di compensare la riduzione della domanda sul fronte interno.
L’export di vino italiano, che nel 2014 ha ritoccato verso l’alto il proprio record, attestandosi a quota 5,1 miliardi di euro, riguarda ormai quasi tutti i Paesi del mondo. In particolare, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svizzera e Canada concentrano quasi i due terzi del valore delle nostre esportazioni. Siamo leader negli Stati Uniti, Germania e Svizzera, mentre nel Regno Unito e Canada siamo secondi alla Francia che, assieme ad Australia, Cile e Nuova Zelanda rappresentano i nostri principali competitor.Desta particolare attenzione la domanda cinese di vino dopo la battuta d’arresto del 2014. Dai dati forniti da Ismea e Uiv sui dati China Custom segnalano nei primi nove mesi del 2015 un incremento delle importazioni del 48% in volume per un corrispettivo in euro di 1,3 miliardi (+60% sullo stesso periodo del 2014). I prodotti più richiesti sono rappresentati dai i vini confezionati (+39%) che rappresentano il 73% a volume e oltre il 90% a valore.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

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