Basilico: la guida per coltivarlo e studi a confronto su proprietà e ricette della medicina ayurvedica

Il basilico (Ocimum basilicum), originario dei climi subtropicali dell’India, dell’ Africa, Persia e Asia Tropicale, è presente nelle zone costiere del Mediterraneo e in tutta l’Europa meridionale dove è utilizzato tipicamente nella gastronomia italiana ma anche in quella asiatica; appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e può fungere anche da pianta ornamentale.

PROPRIETA’

Il basilico, oltre a essere una pianta aromatica squisita che dà carattere ai nostri piatti, è utilizzato tradizionalmente in alcune medicine popolari ed è un rimedio naturale nella medicina ayurvedica (Ocimum tenuiflorum o basilico sacro) fondamentale per molti sciroppi contro la tosse, per calmare il mal di testa, rafforzare il sistema nervoso, alleviare nervosismo, ansia ed è un ottimo vermifugo.

Per preparare la tisana sedativa, antispastica delle vie digerenti antimicrobica e antinfiammatoria, basta un cucchiaino di foglie di basilico fresche o surgelate e 250 ml di acqua bollente in infusione per 15 minuti.

Il limonene,il linalolo, l’estragolo, l’eugesterolo e il mircene presenti nell’O:E. hanno proprietà antibatteriche.

Anche le foglie adulte di basilico rosso, da usare soltanto se fresche, sono antisettiche e contengono rame, magnesio, zinco, calcio, ferro, potassio, fosforo e selenio, Vitamine A, B1, B2, B3, B5 e B6, C, E, K, beta-carotene, acidi grassi omega 3, acido aspartico, glutammico, alanina, cistina, arginina, istidina, metionina e triptofano.

L’olio è utilizzato per massaggiare le articolazioni colpite da reumatismi.

Le foglie hanno proprietà fungicide e repellenti per gli insetti, soprattutto per le zanzare (Evaluation of the toxicity of different phytoextracts of Ocimum basilicum against Anopheles stephensi and Culex quinquefasciatus (PDF), sciencedirect.com, 2009. URL consultato il 20 novembre 2011).

Le foglie essiccate arricchiscono i pout-pourri anti-tarme.

EFFETTI COLLATERALI

Le foglie più giovani e quelle essiccate contengono eugenolometileugenolo ed estragolo, a base di fenilalanina, registrati nella classifica IARC come cancerogeni ((U.S. Department of Health and Human Services, Report on Carcinogens, Twelfth Edition (PDF), nda.agric.za, 2011. URL consultato il 20 novembre 2011) e (Methyleugenol in Ocimum basilicum, J. Agricoltural Food Chemical 49, pagg. 517-521, 2001, M. Miele, R. Dondero, G. Ciarallo, M. Mazzei)

 

CARATTERI VARIETALI

Il tipico polimorfismo, dovuto anche alla facilità di ibridazione spontanea, rende a volte dubbia l’identità botanica.

Sono state classificate circa 60 varietà di O. basilicum annuali e perenni, dotate di un numero variabile di oli essenziali che conferiscono il tipico profumo nelle diverse sfumature.

Le varietà annuali italiane derivate da Ocimum basilicum, tipiche dei paesi del Mediterraneo, a fine estate tendono a lignificare alla base. Le più coltivate sono:

  • Napoletano”raggiunge 70-90 centimetri, ha foglie grandi con superficie bollosa,
  • Genovese arrivaa 60-70 cm. ha foglie di forma simile al peperone, quasi lisce, verde intenso, di eccellente profumo,
  • “Genovese Gigante aDenominazione di Origine Protetta, con foglie larghe e aroma di gelsomino, liquirizia e limone,
  • Minimum o greco, compatto, di 20-30 cm. a foglie minute intensamente profumate,
  • Crispuma grandi foglie dal profumo intenso,
  • Purpurescens Dark opal” e “Rubin”,50 centimetri, a foglie quasi nere, viola scuro o porpora e infiorescenze rosate molto decorative. Le fogliehanno un aroma simile ma più piccante del basilico messicano “Cinnamon”, danno fragranza alle insalate.

Le cv di basilico asiatiche, sudamericane e africane, dagli aromi speziati, nei luoghi di origine sono perenni, con fusti lignificati e altezza di 60 cm. (O. b. Kilimandscharicum), ma raggiungono anche 2 metri (O. b. gratissimum) e 6-7 metri (O. b. sanctum).

TECNICA COLTURALE

Cresce rigoglioso in luoghi caldi con temperatura tra i 20 °C e 25 °C, soleggiati e riparati dai venti. E’ una pianta frugale senza particolari esigenze di terreno e si può coltivare anche in vasi o cassette su terreno sciolto se non si dispone di un orto; ma si ottengono i migliori risultati in aiuole molto soleggiate e terreni profondi, molto fertili, freschi ma ben drenati, in quanto i ristagni d’acqua sono dannosi per le radici e predispongono le piante all’aggressione di Fusarium oxysporum o Botrytis cinerea, che producono marciume grigio sulle foglie.

La semina (2-3 semi\dischetto di torba) si esegue in primavera deponendo circa un grammo di seme\2 mq in semenzaio (in piena terra di più) a circa 0,5 cm di profondità su terra soffice, ricoprendolo con un sottile strato di terreno sciolto o compost. Per una buona germinazione, che avviene in 3-4 giorni, e per la crescita delle piantine la temperatura minima notturna deve raggiungere almeno 16°C. La semina direttamente a dimora può essere eseguita nei mesi di aprile o maggio, ma spesso si preferisce seminare a gennaio in serra  e in primavera inoltrata trapiantare le piantine con tre o quattro foglioline a 30-40 cm di distanza, oppure in vaso a distanza di 15-20 cm. e irrigando poco ogni giorno.

Tra Luglio e agosto si ha la massima concentrazione di principi attivi nelle foglie.

In estate sbocciano piccoli fiori a corolla bilabiata e calice tubuloso verde, bianco rosa o lilla a seconda della varietà, riuniti in verticilli all’ascella delle foglie.

La cimatura dei rami dotati di infiorescenze stimola le piante a prolungare l’emissione di foglie, ma se invece si vuole produrre seme si deve lasciare la pianta indisturbata fino al disseccamento autunnale. I semi sono fini, oblunghi e neri e possono essere seminati l’anno successivo.

Articolo e foto: Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

 

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