Bando Regionale Liguria : 45 mila euro per acquisto arnie anti-varroa. Ma funzionano veramente?

La Regione Liguria ha pubblicato un Bando regionale da 45mila euro per l’acquisto di nuove arnie anti-varroa.

Le domande devono essere presentate entro il 9 dicembre da parte di  tutti gli apicoltori con almeno 15 arnie.

Viene data priorità ad apicoltori giovani, con partita Iva, biologici e con laboratorio di smielatura.

il Governo regionale vuole aiutare i quasi  1700 operatori nel settore , in modo che con le risorse stanziate siano potenzialmente acquistabili circa 1.100 nuove arnie anti-varroa, l’acaro parassita che può attaccare le api mettendo a rischio le produzioni di miele. Sono previsti finanziamenti fino al 60% della spesa ammessa, con un limite massimo di spesa di 70 euro per arnia. Priorità sarà data ai giovani agricoltori, agli apicoltori con partita Iva, con laboratorio di smielatura registrato e apicoltori biologici. In Liguria gli apicoltori sono concentrati in particolare nella provincia di Genova, che ne conta 765.

Un esempio di arnia anti-varria è rappresentato dal Imetodo SPAZIOMUSSI ® per difendere le api dalla varroa.

Le esigenze delle api non cambiano ma, nella nuova situazione, vi è un adattamento di cui occorre tenere conto.
In termini pratici lo Spazio Mussi comporta una maggiore distanza tra i favi misurabile in una volta e mezzo superiore allo spazio Dadant. Ne consegue che, per tenere sotto controllo le condizioni micro-climatiche dell’alveare occorre una maggiore quantità di api nello spazio interfavo.

L’apicoltore, quindi, deve essere più attento alle esigenze degli alveari, mettendo in campo quei piccoli accorgimenti che favoriscono la vita delle api, agevolando il nuovo adattamento.

Ma come identificare il momento più adatto al travaso dallo spazio Dadant allo Spazio Mussi? Lo abbiamo chiesto a Marco Guastella, apicoltore e socio della Cooperativa “Terra Matta”.

Il periodo migliore per effettuare il travaso da spazio Dadant a spazio mussi coincide con il periodo primaverile-estivo, perché vi sono le condizioni che permettono alle api di aumentare di numero e costruire cera necessaria per l’adattamento al nuovo ambiente e ripristinare lo “spazio d’ape“.

Il travaso comporta la riduzione del numero dei favi? 

Le api devono andare ad occupare uno spazio maggiore (una volta e mezzo), quindi per assicurare che vi siano le condizioni micro-climatiche all’interno dell’alveare indispensabili per l’accrescimento della famiglia risulta necessario ridurre il numero dei favi rispettando le proporzioni, questo non si traduce assolutamente in una riduzione della forza della famiglia tantomeno del numero di api”.

Quanto spazio bisogna concedere?

In commercio è possibile acquistare distanziatori a spazio Mussi da nove telaini anche se non è necessario utilizzare tutti gli spazi. Infatti, già su sette telai si possono avere gli stessi risultati di un dieci Dadant. Io personalmente lavoro con otto telaini e un diaframma,ma non è da escludere la possibilità di lavorare con due diaframmi e sette telaini”.

Questo è un metodo che  permette di evitare nuove reinfestazioni?

“E’ un metodo che da ottimi risultati se si tiene conto di alcuni accorgimenti quali:

– Selezionare famiglie “pulite” cioè utilizzare regine provenienti da alveari che mostrano efficenza nel mantenere il loro ambiente pulito (ad esempio, portando fuori dall’alveare le api che vi muoiono all’interno), questo carattere genetico sembra essere associato al “grooming” (spulciamento o toilettatuta), un comportamento che permette alle api di provvedere, grazie allo spazio Mussi, alla rimozione della varroa. Risulta quindi importante selezionare famiglie con questo carattere ed allevare nuove regine da queste.

– valutare la presenza di altri apiari vicini, i quali possono essere fonte di nuove infestazioni.

– bisogna comunque tenere sotto controllo la varroa facendo dei campionamenti periodici e valutare se necessario intervenire. Esistono alcuni prodotti naturali per ridurre le infestazioni di varroa come le barrette al timolo da utilizzare solo in caso di gravi infestazioni

– infine, è opportuno utilizzare arnie con fondo anti-varroa, indispensabili ormai per il controllo della varroa”.

Articolo: Dr.ssa Stefania Mangiapane

Foto: Livia Santomauro

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Salvatore ha detto:

    Io ho appena concluso il corso di I° livello in provincia di Palermo con pratica su arnie a spazio mussi e posso assicurare la totale assenza di varroa.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...