Cece: valida alternativa alle proteine animali. Tecniche bio e proprietà

Il cece (Cicer arietinum), la leguminosa  a ciclo primaverile-estivo più rustica e resistente alla siccità e ai patogeni, è un’erbacea dai baccelli pelosi, tondeggianti con 2 semi commestibili, foglie   composte da 7-14 foglioline opposte, ellittiche e seghettate, fiori rosati all’ascella delle foglie e apparato radicale che si sviluppa oltre un metro in profondità in simbiosi con i batteri del genere  Rhizobiumche fissano l’azoto atmosferico nel terreno e lo arricchiscono di azoto (70-90 kg di azoto per ettaro.

TECNICA COLTURALE

Le condizioni pedoclimatiche favorevoli per le migliori rese produttive: sono temperature miti, ambienti aridi e areati, terreni privi di ristagni idrici e poveri  ma con buone concentrazioni di fosforo.
L’apporto di fertilizzanti, i suoli fertili e freschi compromettono pesantemente la fioritura e la resa produttiva.

Le malattie fungine come l’antracnosi (Ascochyta rabiei), la ruggine  o la fusariosi (Fusarium orthoceras) si manifestano quando si coltiva nei fondovalle freddi e umidi.

Nella rotazione agraria non deve seguire altre leguminose per evitare infestazioni di orobanche. Al fine di debellare le infestanti si consiglia:

– il sovescio di  Inula viscosa, per l’attività fitotossica delle inuloxine A-D, che inibiscono la germinazione dei semi dell’Orobanche crenata.

– la tecnica della “falsa semina”: con un mese di anticipo si effettuano le operazioni di preparazione del terreno alla semina, appena compaiono le infestanti le si elimina ripassando il terreno con l’erpice rotante.

In piena estate si interrerà il letame e si effettueranno lavorazioni superficiali del terreno prima delle piogge autunnali così da immagazzinare quanta più acqua possibile in profondità: ciò favorisce le prime fasi di sviluppo delle piantine.

La semina, nelle zone più aride, può essere anticipata a febbraio, utilizzando 120 kg di seme per ettaro.

La seminatrice per mais è più adatta rispetto a quella per cereali (eventualmente modificata per non rompere i semi) e la densità non deve superare 30 semi al metro quadrato su file distanti 40 cm.

La raccolta si effettua tra luglio e agosto estirpando le piante, essiccandole in campo, per poi sgranarle a mano oppure, per superfici più ampie e coltivando varietà a portamento eretto, si adotteranno mietitrebbiatrici con pick-up al posto dell’organo falciante e utilizzando appropriati crivelli di separazione dei semi.

Le rese medie per ettaro sono circa di 20 quintali.

  PROPRIETA’

Forniscono 316 kcal per 100 grammi di ceci secchi e, nelle diete vegetariane e dei celiaci, costituiscono un’importante fonte di proteine alternative, fibre e minerali (calcio, magnesio, ferro fosforo, potassio), vitamine A, B1, B2,  B3, C e fitati, inibitori enzimatici dei nutrienti in grado di prevenire, un precoce germogliamento in condizioni pedoclimatiche avverse. Vengono disattivati da umidità e condizioni pedoclimatiche favorevoli allo sviluppo vegetativo (sino a 300 milligrammi al dì sono salutari per l’organismo umano:inibiscono le cellule cancerose, favoriscono l’eliminazione dell’acido urico e dei sali che si depositano nelle articolazioni e nei reni; oltre questo valore, al contrario, contribuiscono proprio alla formazione dei calcoli, rendono difficile la digestione, causando intolleranze e malassorbimento dei nutrienti ).

Per assimilare tutti i nutrienti dei ceci, allora, si dovranno tenere in ammollo per 48 ore, sciacquare abbondantemente ogni 12 ore, buttare l’acqua dell’ammollo, cuocere un’ora o poco più in abbondante acqua fresca e, a cottura ultimata, salare.

I ceci italiani (varietà europea tipo “Kabuli”) sono generalmente prodotti con il disciplinare di agricoltura biologica  e macinati “a pietra”; la farina che ne deriva è largamente utilizzata in Italia; in particolare in Sicilia è l’ingrediente base per la preparazione delle tipiche “Panelle” da consumare in mezzo ai panini con sesamo insieme ai “cazzilli” di patate e conditi con sale.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c4/Cicer_arietinum_004.JPG

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