Rhodiola rosea: tonico del sistema neuro-vegetativo e antiage. Guida alla coltivazione

La Rhodiola rosea (sin. Sedum rosea,  S. rhodiola), crassulacea officinale rinvigorente, conosciuta dalle antiche civiltà della Siberia, del Tibet, della Grecia che assumevano  foglie, fiori e radici per ottimizzare il benessere psicofisico e la resistenza allo stress, prospera in Scandinavia, nord Italia e Spagna a elevate altitudini,  sino a 5.000 metri.

Alta dai 20 ai 40 cm, ha aspetto cespuglioso con foglie grasse e, da giugno ad agosto,  infiorescenze profumate di colore giallo.

PROPRIETA’

I principi attivi rodosina, rosavina e salidroside inibiscono l’enzima COMT (Catecol-O-metiltransferasi) e favoriscono l’aumento dei livelli di5HTTP (5-idrossitriptofano, precursore della serotonina), con benefiche influenze  sull’umore, sulla concentrazione, sulle funzioni metaboliche.

La rhodiola attiva il metabolismo dei grassi e aiuta a perdere peso. E’ antiossidante, limita i fenomeni legati all’invecchiamento cellulare ed ha azione preventiva e curativa dei tumori.

 Come cosmetico è un ottimo antirughe e sulle chiome ha effetto rimpolpante.

AVVERTENZE: evitare nei casi di scompensi cardiaci e se si assumono farmaci.

Può provocare insonnia ed è sconsigliata per i bambini, per le donne gravide e durante l’allattamento.

TECNICA COLTURALE

La Rhodiola rosea cresce meglio a temperature basse, in substrati franco-sabbiosi a franco-limosi a reazione leggermente acida o neutra (pH 5,5-6,5), ben letamati all’impianto, profondi, privi di ristagni idrici. L’esposizione migliore è in semi-ombra.

La germinabilità dei semi è bassa e progressivamente si annulla nel giro di 8 mesi-2 anni. Il fenomeno della dormienza si risolve lasciandoli in acqua fredda e poi a 0°C in sabbia umida per un mese, prima di seminarli in un miscuglio di torba scura e sabbia, leggermente interrati e irrigati. La prima fase di crescita è molto lenta. Dopo un anno si può trapiantare in pieno campo e resiste bene alla siccità.

In autunno o inizio primavera si può tentare la propagazione per talee radicali dotate di almeno un germoglio e di peli radicali.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: http://www.luontoportti.com/suomi/images/5270.jpg

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