Vitamina B12: alterazione della capacità di assorbirla è causa di carenza.Non l’astensione dal consumo di cibi animali

Tutti i nutrienti si trovano in maniera bilanciata, in un concerto sinergico in cui l’uno coadiuva l’azione e l’assorbimento dell’altro, solo nella verdura e nella frutta fresca, cruda, biologica.
La vitamina B12 di sintesi è denominata ‘cianocobalamina’ poiché è ottenuta come prodotto di scarto della streptomicina dalla quale viene estratta utilizzando ione cianidrico per cui l’organismo tende ad eliminare questa vitamina B12 sintetica nel giro di 24 ore e, pur essendo in circolo nel sangue, è assente all’interno delle cellule.

La Dott.ssa Federica Giacosa (medico nutrizionista) ha rivelato che “In realtà nessun cibo può naturalmente contenere vitamina B12, in quanto la B12 è una molecola prodotta da batteri, funghi e alghe. La stessa B12 presente nella carne animale deriva dall‘integrazione artificiale di questa vitamina aggiunta nel loro cibo, o dai batteri presenti nel terriccio dei vegetali di cui si nutrono.
Nell’essere umano questa preziosa vitamina viene sintetizzata dai batteri presenti nel nostro intestino, nell’ileo, grazie alla presenza di cobalto e di altri nutrienti. E’ pertanto l’alterazione della capacità di sintetizzare e assorbire la vitamina B12 la principale causa della sua carenza e non l’astensione dal consumo di cibi animali”.
A conferma di ciò anche la Dott.ssa Gina Shaw, Specializzata in Igiene Naturale, Medicina Complementare, Digiuno ed Iridologia, ha confermato che: “ la B12 viene escreta dalla bile e poi riassorbita. Questo fenomeno è conosciuto con il nome di “Circolazione Enteropatica”. La quantità di B12 escreta nella bile può variare da 1 a 10 ug (microgrammi) al giorno. Le persone che seguono una dieta con valori bassi, inclusi vegani e vegetariani, possono ottenere più B12 dal suo riassorbimento che dalle fonti alimentari. Quindi l’obiettivo di evitare carenze si traduce giocoforza nel riequilibrio della flora batterica intraprendendo una dieta equilibrata vegana e con molti cibi crudi, in cui vengono esclusi tutti i farinacei, zuccheri e sale raffinati, caffè, thè, alcool e ogni sorta di integratore. Una dieta che non provochi eccesso di glucosio nell’intestino (originato da cibi amidacei come pane e pasta) e priva il più possibile di cibi animali per ridurre al minimo i processi fermentativi e putrefattivi. La persona vegan crudista riesce ad ottenere la maggior parte della propria B12 dal riassorbimento della bile e da frutta e verdura non sterilizzate e cresciute in terreni biologicamente puri.

In natura la biodiversità consente di far sviluppare diversi gruppi funzionali del microbiota permettendo la degradazione della sostanza organica e l’assimilazione dei minerali alle colture.
L’agricoltura convenzionale addebita la perdita di fertilità del suolo alle colture, in base al principio secondo cui se una quantità di elementi si trova in una pianta coltivata e raccolta, la stessa quantità di elementi dovrebbe essere reintrodotta nel suolo; ma non tiene conto della capacità delle piante di sintetizzare e convertire elementi ad esse necessari grazie al sole, ai gas atmosferici, all’acqua e al microbiota. Tutte le piante hanno la capacità di far evolvere il suolo.

La fertilizzazione continua è facilitata dalla copertura organica permanente, dalla coltivazione di specie annuali con colture permanenti e dall’integrazione di alberi azoto-fissatori (perché ognuna tragga beneficio dalla vicinanza dell’altra per l’assorbimento dei nutrienti e per la difesa dai patogeni), dall’assenza di aratura (non necessaria se vengono evitate azioni che causino il compattamento), da lavorazioni minime o finalizzate soltanto alla rimozione di terra destinata ad accogliere i semi o le piantine.
I lombrichi producono una buona S.O., però sono i microrganismi del suolo (microbiota) che la decompongono, trasformandola in humus stabile.
Esiste uno schema complesso di relazioni tra le piante, i microrganismi del suolo e gli elementi nutritivi. Le procedure agricole volte a recuperare la microbiologia del suolo, come gli agroecosistemi misti (colture-animali) imperniati sulla magnificazione dei cicli naturali e sulla capacità di innescare catene di pascolo e di detrito, attivano la resistenza delle piante e ne incrementano la produttività perché l’equilibrio suolo-piante-microrganismi-elementi nutritivi assimilabili funziona in maniera armoniosa e le popolazioni di organismi potenzialmente patogeni vengono controllate efficacemente. Quindi è necessario attivare la componente microbiologica del suolo.
Il CSS (Centro Colture Sperimentali di Aosta) è riuscito a selezionare, sviluppare e riprodurre la componete microbiologica della rizosfera contenente funghi micorrizici, streptomiceti, batteri della rizosfera e funghi saprofiti, selezionarli, svilupparli e riprodurli per migliorare la vita di suoli, piante, cereali, giardini e acque.
Occorre ribadire che la colonizzazione delle radici delle piante presenta molti degli stessi microrganismi che popolano l’intestino tenue nell’uomo e sono fondamentali per una corretta digestione e assimilazione di tutte le sostanze nutritive: qui arrivano grazie al cibo incontaminato che viene ingerito.
Il CSS afferma, infatti, che:“Secondo le ultime ricerche si è visto che una infinitesima quantità di B12 è presente anche in frutta e verdura, se coltivata e cresciuta in terreni biologici non depauperati di tutti gli enzimi ed i minerali necessari al giusto sviluppo degli alimenti vegetali. Quindi in cibi organici cresciuti in terreni ricchi di batteri affinché la B12 venga prodotta dalla flora batterica è importante introdurre cibi che contengano cobalto, dato che essa ne contiene una molecola al suo interno, per cui non dovranno mancare sulla tavola di ogni giorno cibi come lattuga, pomodoro, albicocca, ciliegia, pera, alghe, fagiolo bianco, radicchio, barbabietola rossa, cavolo, fico, funghi gallinacci, grano saraceno, fichi, cipolle, cavoli, spinaci, prugne, pere, alghe, cereali, spirulina, lievito di birra, tamari, pere, ciliegie, lenticchie…
Alcuni cibi fermentati contengono percentuali di B12, come il Tempeh (0,1mcg), il Miso (0,1mcg), Lievito in Scaglie (0,07mcg), e anche tutti i Funghi Crudi (0,05-0,1mcg)”.
Essa è inoltre presente in forma sicuramente attiva nelle alghe Klamath lavorate a basse temperature (8mcg per 1gr di prodotto essiccato).
Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: humanovegano.org

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