Glifosato: inibisce specifiche vie enzimatiche nelle interiora dei mammiferi minando irrimediabilmente la salute del bestiame. Studi a confronto

La crescente consapevolezza sui potenziali pericoli degli OGM, come i mangimi di soia geneticamente modificata, irrorati con glifosato, pubblicizzato come sicuro e incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN), nonostante sia classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) probabile cancerogeno umano dannoso al DNA e ai cromosomi nelle cellule umane…”, ha fatto si che paesi come El Salvador e Sri Lanka lo abbiano completamente vietato, mentre Svizzera, Francia e Germania ne reclamano l’interdizione su scala comunitaria per gli effetti negativi sulla salute dei mammiferi.

Revolution News riporta che un team di scienziati argentini ha trovato tracce di glifosato, sostanza erbicida destinata all’agricoltura, al giardinaggio e alla cura del verde pubblico “nell’85% di prodotti destinati alla cura personale e in prodotti per l’igiene femminile contenenti cotone e comunemente acquistati nelle farmacie e nei supermercati”.

Gli Scienziati della Aarhus University in Danimarca ha svolto uno studio sugli effetti  del glifosato, principio attivo del RoundUp prodotto dalla Monsanto, sul microbiota del terreno e le conseguenze sui microrganismi nel sistema gastrointestinale di bovini e pollame, nonché la concentrazione di minerali nel loro organismo come effetto secondario alla esposizione del glifosato, dimostrando che il glifosato distrugge l’equilibrio naturale dei batteri buoni (Enterococcus, Bacillus e Lactobacillus) nel tratto gastrointestinale, permette invece la proliferazione diSalmonella e Clostridium botulinum (resistenti al glifosato) e inibisce specifiche vie enzimatiche legate alla disintossicazione endogena nelle interiora dei mammiferi.

Una microflora intestinale equilibrata aiuta la digestione, la sintesi delle vitamine, potenzia il sistema immunitario e disintossica dalle tossine, mentre la mancanza di batteri utili rende l’intestino del bestiame un incubatore per la moltiplicazione incontrollata di batteri patogeni.

Hanno documentato inoltre, come il glifosato stimoli nelle piante un enzima (presente nelle piante, ma anche negli animali e nei microbi), lafenilalanina ammoniaca liasi, che catalizza la sintesi di ammoniaca in eccesso.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro non ha potere normativo, così la responsabilità di stabilire le limitazioni all’uso del glifosato, necessarie per proteggere la salute di tutti viene demandata agli enti nazionali ed europei. Intanto contadini e giardinieri smettano di irrorare i campi con un prodotto così pericoloso.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: https://c1.staticflickr.com/9/8034/7983690875_b0582600df_b.jpg

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