Xylella : uno studio dell’Università della California smonta le teorie sul batterio killer

La patologia OQDS  si manifesta con progressiva bruscatura  e disseccamento delle foglie (leaf scorch) dai palchi superiori  all’intera vegetazione aerea della pianta, ad eccezione dell’apparato radicale che continua a generare polloni. Oltre all’ulivo colpisce ciliegio, mandorlo, acacia, ginestra di Spagna, rosmarino. Sono, invece, immuni gli agrumi sebbene siano coltivati in consociazione con olivi gravemente colpiti da OQDS. Inoltre, uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze del Suolo della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari in collaborazione con l’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP)  e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha dimostrato che la cultivar Leccino” è poco suscettibile a differenza della cv. salentina  ”Ogliarola”.

Periodicamente da decenni  si ripresentano fenomeni di disseccamento, ma le fisiologiche capacità immunitario-rigenerative dell’olivo permettono la loro sopravvivenza provata da innumerevoli esemplari ultracentenari.

Sul caso Xylella, finito nel 3° rapporto sulle agromafie di Coldiretti-Eurispes, indaga da un anno il sostituto procuratore di Lecce Elsa Valeria Mignone che ha così dichiarato: «L’Istituto agronomico mediterraneo, dove si è svolto il workshop del 2010 nel quale è stato portato il batterio da Xylella per scopi scientifici, gode per legge di immunità assoluta e l’autorità giudiziaria non può andare a indagare. Questo è un caso unico nello scenario mondiale. Se la causa del disseccamento è la Xylella c’è stato un enorme ritardo nel contenimento».

Inoltre si continua a sorvolare sulle reali concause del OQDS e non si può parlare di emergenza Xylella senza prove scientifiche certe, tant’è vero che nella Risoluzione in Commissione 7/00210 presentata da Adriano Zaccagnini  il 19 dicembre 2013, (seduta n. 141 –  XIII Commissione ),  si faceva esplicito riferimento allo studio scientifico “Final & Interim Research Reports” di Rodrigo Krugner,  Professore di Entomologia dell’University of California, edito dalla Cooperative Extension Specialist & Entomologist Department of Entomology, finalizzato all’accertamento proprio della patogenicità e della trasmissibilità attraverso gli insetti della Xylella fastidiosa fra le piante di ulivo.

L’indagine, svolta in ambiente protetto, aveva previsto l’isolamento della  Xylella fastidiosa e l’inoculo in piante di ulivo sane.  A conclusione degli accertamenti si appurò che, nonostante l’inoculo programmato di X. fastidiosa, non si manifestarono sintomi di disseccamento rapido e bruciatura nelle piante di ulivo. Pertanto, nello studio, venne affermato che la patogenicità OQDS non è conseguenza certa della X. fastidiosa

Studi successivi pubblicati nel 2014 da Krugner, afferenti ad accertamenti su un incremento di mortalità di ulivi nell’area di Los Angeles, confermarono che, benché fosse stata rilevata la presenza di Xylella fastidiosa spp. multiplex in ulivi che mostravano segni di OQDS,  non era evidente la conseguenzialità da X. fastidiosa.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: http://www.schirinzi.it/

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