Il mio orto bio: l’anguria

L’anguria (Citrullus lanatus), cucurbitacea africana rampicante dalle grandi foglie pelose con tre lobi, produce da maggio a settembre. bellissimi frutti (peponidi) a polpa rossa che possono arrivare a pesare 25 kg.

E’ importantissimo saper scegliere il momento giusto di raccolta e sospendere le irrigazioni per non annacquare la sapidità. Indici del perfetto grado di maturazione sono:

  • una leggera depressione intorno all’attacco del frutto alla pianta,
  • il viticcio imbrunito che tende a seccare,
  • la buccia che da rugosa diventa più liscia e cerosa (la patina lucente si scalfisce con l’unghia),
  • bussando con le nocche delle dita si deve sentire un suono cupo.

Solo allora la polpa, costituita per oltre il 90% di acqua, si arricchisce di fruttosio, di carotenoidi, abbonda di vitamina A, di vitamina B6, di vitamina C e di potassio,incrementando le preziose proprietà dissetanti, rinfrescanti, diuretiche, remineralizzanti, alcalinizzanti (aiuta ad eliminare gli acidi accumulati nel corpo e previene gli ictus).

Per avere un buon raccolto è di fondamentale importanza non usare pesticidi contro l’afideAphis gossypii, soprattutto al mattino all’apertura dei fiori, perché l’impollinazione entomofila si avvale di insetti pronubi come api e bombi che verrebbero uccisi anche da insetticidi consentiti in agricoltura biologica come il piretro.

Contro l’afide Aphis gossypii, da tenere sotto controllo perché vettore di potenziali virosi, è opportuno scegliere rimedi naturali, come acqua e sapone molle, macerati di ortica e di aglio.

Per permettere l’insolazione su tutti i lati, nelle ultime fasi di crescita, sarà utile ruotare le angurie ogni 2 o 3 giorni a sinistra e a destra, così da evitare che il picciolo si stacchi dal frutto prima del tempo.

Il terreno ideale per coltivare l’anguria deve essere ben drenato, un po’ acido con ph 5,5, arricchito con una concimazione di fondo a base di stallatico, compost, pollina e cenere per apportare il prezioso potassio.

Le irrigazioni durante la germinazione e il trapianto saranno giornaliere senza ristagni e mai eccessive così da evitare la propagazione di micosi come la muffa grigia (Botrytis cinerea), l’oidio (Erysiphe cichoracearum e Sphaerotheca fuliginea), il nerume (Alternaria alternata) e la peronospora (Pseudoperonospora cubensis).

La temperatura ottimale per seminare l’anguria è 24°C; si interrano 3 semi a 3 cm di profondità, in postarelle a due metri tra le file e un metro tra ogni pianta lungo la fila, pacciamando per evitare di sarchiare e far si che i frutti non poggino sulla terra.

Nelle rotazioni agrarie le angurie non devono succedere ad altre cucurbitacee o alle solanacee; ma si avvantaggiano della consociazione con cipolle, spinaci e lattughe.

 

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

 

 

FOTO: http://www.ortodacoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/anguria.jpg

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