Economia agricola: CNR avverte “OGM inutili e dannosi”. A rischio DNA delle api

 

Ogni anno miliardi dell’economia agricola dipendono dall’impollinazione naturale degli insetti, soprattutto dalle api.

Con l’avvento dell’ingegneria genetica è diventata prassi ordinaria la dislocazione genica orizzontale, con batteri e virus che funzionano come intermediari per geni trafficanti e come recipienti per la moltiplicazione e ricombinazione di geni. Così anche il DNA transgenico viene rilasciato nell’ambiente con le colture geneticamente modificate che generano anche polline, poi bottinato dalle api e da tutti gli insetti impollinatori.

A ciò si aggiunge la diffusione dei pesticidi neonicotinoidi, largamente usati nelle colture di mais geneticamente modificate,  concausa della Sindrome dello spopolamento degli alveari (CCD – Colony Collapse Disorder) che si evidenzia in inverno quando, a causa del sistema immunitario compromesso (il polline delle piante OGM provoca buchi e porosità nel loro intestino), le api debilitate si perdono e non riescono a tornare all’alveare. Sono state rinvenute migliaia di api morte con le interiora porose e nere, indirettamente ridotte in questo stato dalla sequenza di DNA del batterio  Bacillus Thuringiensis (BT) inserito nelle piante OGM.

Come ha dichiarato il prof. Pietro Perrino, Dirigente di Ricerca del CNR “gli OGM sono inutili e dannosi. Inutili perché, come dimostrano i dati, non è vero che gli OGM producono più delle colture convenzionali (biologiche e non) e quindi non è vero che sono necessari per sfamare il mondo.
Dannosi perché, come ampiamente dimostrato dalla letteratura (deliberatamente ignorata o elusa), determinano disturbi fisiologici e neoplasie negli animali alimentati con cibi transgenici (OGM), senza parlare della diffusione della resistenza agli antibiotici, in quanto il DNA transgenico reca con se DNA resistente agli antibiotici, che i produttori di OGM sono costretti ad inserire per riconoscere, in laboratorio, le cellule realmente trasformate, cioè quelle resistenti all’antibiotico.
Senza questo marcatore non riuscirebbero ad individuare le poche cellule trasformate, su milioni di cellule trattate. Certo è duro accettare il fatto che istituzioni come la FDA (Food and Drug Administration) e l’EFSA (European and Food Security Administration), create per sorvegliare sulla sicurezza alimentare spesso e volentieri approvano l’introduzione, la coltivazione e l’uso degli OGM.”

Per arginare la moria delle api che minaccia l’approvvigionamento alimentare globale, in Italia, Cina, USA, in ogni parte del mondo,  si moltiplicano le iniziative volte a diffondere prati polifiti incontaminati in ogni zona coltivabile.

Ricercatori dell’Università del Vermont sono riusciti a mappare le popolazioni selvatiche di insetti impollinatori scomparsi in alcuni dei principali terreni agricoli ed hanno calcolato l’impatto sull’impollinazione, sviluppando anche un’app per aiutare gli agricoltori a proteggere le api selvatiche: possono così calcolare con lo smartphone spese e valore aggiunto delle fasce polifite di specie selvatiche da gestire sapientemente vicino le colture principali secondo metodi biologici.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

 FOTO: http://instoremag.it/files/2016/06/api.jpg

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