Filiere del made in Italy di eccellenza in ginocchio. La speculazione e l’indifferenza delle istituzioni governative italiane e UE

La Coldiretti nel Dossier Coldiretti su “La #guerradelgrano” denuncia come le quotazioni attuali dei prodotti agricoli siano molto inferiori ai costi di produzione, con grossi rischi occupazionali degli agricoltori a corto di liquidità, con grosse difficoltà di accesso al credito appesantite dai ritardi nei pagamenti Pac. Per di più a causa della deregualtion degli incentivi europei la produzione nazionale non copre più il fabbisogno dell’industria molitoria e dei produttori di pasta con un deficit del 40 per cento (l’industria pastaria importa grano duro dall’estero e non si tratta più del grano di altissima qualità russo e canadese di un tempo. Infatti ormai sono la norma le contaminazioni di pesticidi e di glifosato usato per essiccare artificialmente il grano canadese in regioni dove la maturazione naturale è impossibile).

Le quotazioni dei prodotti agricoli dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre piu’ dai movimenti finanziari e dalle strategie speculative che trovano nel Chicago Board of Trade il punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole su cui chiunque può investire anche con contratti derivati”.

Segnala come, nonostante la qualità del grano italiano sia molto ricercato dai consumatori italiani ed esteri, “oggi il grano duro per la pasta viene pagato anche 18 centesimi al chilo mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura ai 16 centesimi al chilo, su valori al di sotto dei costi di produzione mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400% A pesare sono le importazioni in chiave speculativa che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e che influenzano i prezzi delle materie prime nazionali anche attraverso un mercato non sempre trasparente”.

Queste sono sinteticamente le motivazioni della protesta che vedrà venerdì 29 luglio c.a.dalle ore 9.00 gli agricoltori con i trattori stringere d’assedio le principali città a difesa del grano nazionale, e precisamente nelle seguenti città:

Palermo (Sicilia) , in Piazza Indipendenza

Termoli (Molise), in piazza Giovanni Paolo II

Potenza (Basilicata9, in piazzale Vincenzo Verrastro,

Bari (Puglia) sul lungomare Nazario Sauro dove sarà presente anche il Presidente nazionale Roberto Moncalvo.

“Dal ritorno del baratto alla pagnotta “Doc” più grande del mondo ai grani più antichi recuperati dagli agricoltori, ora a rischio di estinzione, fino al Made in Italy sfregiato con kapeleti, spagheroni e macaroni scovati in tutti i continenti dove non vale la legge sulla purezza, nelle diverse città sono annunciate eclatanti azioni dimostrative per far conoscere a Istituzioni e cittadini il valore del grano italiano per il futuro dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy quali la pasta e il pane”.

Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

FOTO: https://durodisicilia.files.wordpress.com/2016/06/romacereali-2.png?w=648

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