La rivoluzione del marketing etico

Perché un agricoltore dovrebbe interessarsi al marketing?

Con la presa di consapevolezza del consumatore è iniziata la rivoluzione dell’acquisto a km zero.

Il risultato? Il consumatore vuole instaurare un rapporto di fiducia diretto con il produttore.

Quindi, non basta più che il produttore si impegni soprattutto a fare prodotti ottimi.

Adesso è importantissimo (direi fondamentale) comunicare: filosofia aziendale, vision, rispetto per l’ambiente e per i lavoratori e qualità dei prodotti.

Molti agricoltori lamentano una situazione spiacevole generata dal consumismo: succede spesso che chi ha prodotto senza rispettare il suolo (utilizzando pesticidi ed erbicidi) ed i lavoratori, venda sottocosto raggiungendo margini di guadagno maggiori rispetto a quelli che si sono impegnati, anche economicamente, per dare il meglio.

L’obiettivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo è aiutare i produttori a capire lo scopo reale del marketing, cioè fare in modo che il consumatore scelga il vostro prodotto.

Niente termini complicati, ma esempi pratici.

Sono specializzata in content marketing per aziende food e wine, quindi i consigli che troverai di seguito hanno l’obiettivo di rendere il consumatore soddisfatto, a farlo ritornare a comprare da te, perché ha avuto veramente una bella esperienza, prima nel momento in cui ha comprato il prodotto, e poi, a casa, quando l’ha consumato.

Ma questo può accadere solo se condividendo i valori etici di rispetto dell’ambiente, del consumatore e dei lavoratori ti rivolgerai ad un target (cioè a clienti) che condividono la tua stessa filosofia aziendale.

Analizziamo un po’ come è cambiato l’approccio del consumatore nel momento dell’acquisto.

Supponiamo che io produca arance tarocco, e che sia l’unico, nel raggio di 300 km, a vendere arance.

In questo caso, il consumatore che desiderasse un’arancia non avrebbe alcun dubbio: verrebbe da me, comprerebbe le arance e non avrebbe curiosità sulla varietà, qualità e soprattutto il prezzo.

Se le mie arance non soddisfacessero il mio cliente o il prezzo non fosse per lui sostenibile, quest’ultimo deciderebbe di mangiare un altro tipo di frutta.

Oggi per competere in modo proficuo non basta più impegnarsi a produrre ottime arance e portarle al banco di un evento o al negozio a un prezzo accettabile.

Perché?

Ogni prodotto è offerto, allo stesso consumatore da molte aziende agricole e distribuito tramite la grande distribuzione organizzata (GDO), in numerose varietà diverse.

In più c’è una concorrenza sui prezzi molto forte.

Il produttore per competere in modo efficace deve prima di tutto domandarsi: perché il consumatore dovrebbe scegliere il mio prodotto invece di quello di un altro?

Il consumatore nel momento dell’acquisto valuta sia la qualità intrinseca del prodotto (quella che sta “dentro” al prodotto), sia la  qualità percepita dal mercato. Quest’ultima ha necessità di essere “raccontata” al cliente per essere capita al fine di essere adeguatamente remunerata.

Ad esempio valorizza il tuo prodotto comunicando se è stato coltivato e raccolto trattando con rispetto i lavoratori e gli animali.

Oppure se deriva da varietà antiche di piante, oppure se è prodotto con metodo di coltivazione biologica o biodinamica, sostenendo un modello di agricoltura che rispetti l’ambiente e i consumatori, e così via.

Solo se il consumatore conoscerà e apprezzerà questi pregi non avrà come parametro solo il prezzo e l’aspetto estetico del prodotto.

Come e dove comunicare il valore della tua azienda?

Per aiutare il consumatore a riconoscere il valore del prodotto in termini qualitativi, è necessario aiutarlo a farglielo apprezzare, rendendolo consapevole che la scelta di quel prodotto ha un significato molto ampio e ricco.

Esistono eventi che hanno lo scopo di  far conoscere prodotti  buoni, sani, genuini, locali, a filiera corta o del commercio equo e solidale, provenienti da un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.

Un esempio virtuoso è la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fa la cosa giusta!”.

Il prossimo appuntamento si terrà a Palermo il 10-11 e 12 novembre 2017 ed è rivolto anche ad  “agricoltori, contadini, trasformatori, distributori e associazioni, consorzi di tutela dei prodotti tipici, presidi Slow Food, istituzioni e tutte le realtà impegnate in progetti di educazione alimentare, per la biodiversità e la sovranità alimentare”.

Una imperdibile occasione per valorizzare la tua attività agricola o apistica con un piccolo contributo.

 

Come ci si prepara ad un evento?

Ecco la check-list immancabile per esporre in modo eccellente.

Partendo dalla disponibilità di offerta attuale della tua azienda, prova a chiederti  cosa potresti aggiungere per distinguerti dai concorrenti: sia in termini di prodotti che di servizi.

Prova a prendere carta e penna e riassumi brevemente in un breve testo su:

  • storia dell’azienda e del prodotto con informazioni sulla garanzia di origine, processo produttivo agricolo e di trasformazione nonché adesione ad un disciplinare di qualità (es. consorzio, associazione, marchio ed eventuali certificazioni)
  • modalità di coltura
  • caratteristiche nutrizionali del prodotto
  • ricette per il suo impiego in cucina
  • Eventuali informazioni su ospitalità per visite didattiche per le scuole e le famiglie.
  • sede dell’azienda, sito internet e contatti social (facebook, twitter e instagram)

Ora che hai raccolto tutte queste informazioni sarebbe preferibile riportarle in una brochure o locandina, che avrai l’opportunità di distribuire durante il corso dell’evento.

In eventi  come quello di “Fà la cosa giusta!” avrai l’opportunità di dialogare, a tu per tu, col tuo cliente anche mentre lo servi.

Quindi, oltre al materiale predisposto, individua uno o due aspetti chiave, che rendono speciale la tua azienda. Non è difficile, basta pensarci un po’.

Come allestire lo stand?

Ti consiglio di puntare su semplici elementi visivi:

il gioco dei colori (colori caldi, allegri come il giallo, il marrone, l’ocra, l’arancione, oppure colori più eleganti ma più freddi come il grigio, il bianco, il nero, ecc.). Accostare cromaticamente al massimo 3 colori.

Consiglio di scegliere i colori che contraddistinguono il vostro logo aziendale.

l’arredamento: utilizza materiali che richiamano la natura come  il legno o piccole decorazioni floreali, ecc.).

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Dr.ssa Stefania Mangiapane

Docente di marketing, Data Scientist e Consulente manageriale

Per informazioni:

Comitato Fa’ la cosa giusta! Sicilia

http://www.falacosagiustasicilia.org

fiera@falacosagiustasicilia.org

falacosagiustas@gmail.com

Contatti: 3887218645

 

Foto:

fiera

 

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