Orto sinergico: cavolo con metodo bio

Vuoi cominciare a realizzare il tuo orto sinergico? Parti dal cavolo!

Prima di cominciare devi sapere che la consociazione nell’orto di diverse specie vegetali trae ispirazione dalla biodiversità che regna in Natura e dalla constatazione, sperimentata nel tempo, che alcune piante prosperano se coltivate insieme, scambiando sostanze nutritive, attirando o allontanano insetti differenti con i loro fiori e con i loro odori.


Premesso che le crucifere (cavolfiore, cavolo nero, cavolo broccolo, verza, cappuccio, cavolo rapa) non vanno mai coltivate annualmente nello stesso terreno, ma è necessario attendere 3 anni, si consiglia di evitare di abbinarle con aglio, cipolla, fragole e patate; piuttosto avvicendarle con le leguminose (fagioli, piselli, fave ecc.) perchè migliorano il terreno arricchendolo di azoto.
In alcuni casi, quando i cavoli vengono colpiti dall’ernia devono passare almeno 7-10 anni per essere sicuri che la malattia non colpisca di nuovo e attuare un’adeguata rotazione colturale perchè il patogeno si conserva a lungo nel suolo.

Quali sono le migliori consociazioni?


Il cavolfiore convive bene con barbabietolalattuga e spinaci repellenti per l’altica, con il pomodoro che impedisce le infestazioni della mosca del cavolo, con e abrotano (Artemisia abrotanum) che allontanano la cavolaia.

Per quanto riguarda i pomidoro, è vero che allontanano la cavolaia (meglio se sotto forma di macerato di foglie spruzzato su cavoli e crucifere), ma bisogna tenere presente che in questa consociazione i pomidoro crescono stentatamente.
Sempre per tenere lontane le larve di cavolaia si possono proteggere le piante di cavolo e tutte le altre crucifere consociandole con erbe aromatiche quali timo, aneto, menta, camomilla, salvia, assenzio e rosmarino.
Le varietà di cavoli tardivi e le patate novelle crescono bene insieme se piantati quando queste ultime vengono rincalzate per la prima volta.

La vicinanza di cavolfiori coltivati in file serrate e ortiche, incrementerà la crescita di queste ultime.
La sinergia tra cavoli e rabarbaro è molto interessante perché proprio la presenza del rabarbaro interrato tra le file delle crucifere previene l’ernia del cavolo, una malattia fungina provocata dall’agente patogeno Plasmodiophora brassicae che si sviluppa con temperature dell’aria tra i 18 e i 20 °C, alto tasso d’umidità e terreno con un pH tendenzialmente acido; il ciclo vegetativo è continuo e si interrompe solo quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli, cioè in inverno: colpisce la parte bassa del fusto e l’apparato radicale delle crucifere che manifestano piccoli “tumori” tubercolosi, le foglie basali ingialliscono per la scarsa funzionalità delle radici.
A carattere preventivo, è buona norma, al momento del trapianto, immergere le radici del cavolo in un miscuglio di letame di mucca e argilla e, dopo il trapianto, dare una copertura di letame semi-maturo prima che il suolo si secchi.


Questa malattia, come tante altre patologie, spesso hanno origine nei vivai dove acquistiamo le piantine. Pertanto è bene sceglierle sane, esaminando le foglie basali e tirandone fuori qualcuna dal semenzaio in polistirolo per verificare che abbiano un apparato radicale vigoroso con radici chiare.
In caso contrario evitiamo l’acquisto: rischieremmo di portare nel nostro orto malattie difficili da debellare.
Dott.ssa Agr. Brigida Spataro

Foto: pexels.com

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